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Una sonda ispirata alle vespe per studiare il cervello

Osservare il cervello in piena sicurezza, senza il timore di causare danni. Questo l’obiettivo da sempre, nell’ambito della ricerca medica neurologica e forse siamo a un passo dalla svolta se si realizzerà il progetto della EDEN 2000. La sigla EDEN sta per «Enhanced Delivery Ecosystem for Neurosurgery in 2020», ed è finanziato dalla Commissione Europea con 8,3 milioni di euro. Lo scopo è quello di trovare una soluzione quanto più “naturale” possibile.

Lo studio verte sul sistema della selezione naturale durante l’adattamento evolutivo di molte specie, e si è preso ad esempio il lungo organo ovidepositore delle vespe capace di penetrare profondamente il legno o le radici degli alberi alla ricerca di aree umide senza però rovinare i materiali attraverso cui si fa strada. L’idea di creare una sonda che faccia lo stesso lavoro dentro il cervello umano, senza causare alcun danno alla materia è elettrizzante. Stanno lavorando in team i ricercatori inglesi dello Imperial College guidato dal professor Rodriguez y Baena, e quelli milanesi guidati rispettivamente da Elena De Momi, Andrea Falini, e Lorenzo Bello.

I tempi previsti sono di 4 anni con una cooperazione in team, ovvero ciascuno nella propria specializzazione per poi unire i risultati insieme e coordinare il tutto. La sonda, che sarà come detto molto flessibile e non dannosa per il cervello, verrà manovrata dall’esterno con un joystick maneggiato dal chirurgo e permetterà non solo di acquisire immagini della parte interna del cervello, ancora molto poco conosciuta, ma anche di portare modifiche in caso di intervento chirurgico. In un futuro ancora più lontano sarà possibile portare dei farmaci direttamente nell’area danneggiata senza aprire il cranio e senza causare fastidi o ferite al paziente.

admin

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