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L’infarto si previene con l’analisi del sangue

Lo avevamo annunciato alcuni mesi fa, ora pare che sia sempre più una realtà. Grazie a un semplice test del sangue si potrà presto capire chi e quanto è a rischio infarto. Lo hanno capito gli scienziati dello Imperial College di Londra osservando la differenza nei livelli di certi anticorpi che si collegano a un più o meno elevato rischio di problemi al cuore.

Si tratta degli “anticorpi scudo” che se ci sono proteggono bene il cuore, anche quando si hanno colesterolo alle stelle e pressione ballerina. Invece, laddove non ci sono, l’infarto è in agguato anche se siete magrissimi, atletici e in forma. Lo studio condotto su 1700 persone a rischio ha evidenziato come quelle che avevano un alto numero di anticorpi “scudo” avevano il 58% di rischio in meno rispetto a chi aveva meno anticorpi. Il rischio cadeva (meno 38%) anche per l’ictus, in situazione di anticorpi alti. Sapere in anticipo come si difende il corpo permetterà di allontanare lo spettro dell’attacco cardiaco cominciando a prevenirlo con tutte le misure necessarie.

Adesso gli scienziati sperano “di esplorare modalità per rafforzare il sistema immunitario in modo che possa esercitare appieno questa azione protettiva dalla malattia cardiaca”. Grazie a questa scoperta, infatti, non solo si capisce di più sul problema cardiaco in generale ma si capisce anche come funzionano e quanto sono importanti gli anticorpi in questo particolare settore della nostra salute. La diagnosi preventiva grazie al prelievo di sangue, poi, velocizza tutto l’iter legato all’insorgenza di queste malattie circolatorie e permette di risparmiare anche in termini di cure e ricoveri, oltre che -naturalmente- a salvare molte vite umane.

admin

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