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Zika è anche in Italia, ma non lo sapevamo

Abbiamo parlato del virus Zika, dei problemi che sta causando al Brasile e dei nuovi anticorpi che pare possano funzionare (ma è ancora un test) contro malattia e contagio. Ma forse quello che non tutti sapevano è che mentre diamo queste notizie, qualcuno si è già ammalato. Proprio qui, nel nostro Paese. Tre casi sono stati registrati nel 2014, cinque nel 2015 e quest’anno, da gennaio ad ora, sono già trentasette.

L’aumento consiste nel fatto che la malattia non era conosciuta né classificata prima, e quindi forse altri casi sono stati sottovalutati o non identificati come tali, per cui le cifre sono incerte fino al 2016, anno in cui finalmente quei sintomi e quel problema avevano un nome specifico. Oggi che si ha la certezza di quello che si ha di fronte, si può parlare di contagio Zika anche in Italia. Dei casi italiani, tutti concentrati al Centro-Nord, la maggior parte (12 su 37) si registrano in Lazio, gli altri sparsi tra Emilia, Lombardia, Piemonte e Trentino.

Ricordiamo che Zika entra in corpo dopo la puntura delle zanzare tropicali, che rimane nell’organismo per mesi e che, se passa da un soggetto all’altro con trasfusioni o con rapporti sessuali, può trasmettere la malattia fino a molte settimane dopo il contagio. Il pericolo immediato è per le donne, se sono o se rimangono incinte durante il passaggio del virus. In quel caso, il bambino che portano in grembo può rimanere infettato e fortemente danneggiato con malformazioni come macrocefalo, idrocefalo, ritardi e altri disturbi neurologici. La ricerca va avanti e i nuovi anticorpi scoperti nei giorni scorsi fanno ben sperare ma finché non si sarà sicuri della loro efficacia meglio proteggersi dalle zanzare tigre e dai rapporti sessuali (se uno dei partner è stato in zone a rischio -e dalle nostre parti lo è anche la Pianura Padana!- o se ha avuto problemi con morsi di zanzara).

admin

1 Commento

  1. Leggendo meglio si capisce che i 37 casi sul nostro territorio sono stati registrati da persone che hanno viaggiato nelle zone di contagio.

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