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In tribunale il medico che tentò di curare il cancro con l’omeopatia

Fughiamo subito tutti i dubbi e le polemiche: l’omeopatia fa bene, è una ottima cosa, purché venga usata come supporto e contorno alle cure tradizionali e non come unica scelta. Non si possono curare malattie gravi soltanto con prodotti naturali, e non perché le cure naturali non siano efficaci ma solo perché agiscono in tempi molto lunghi. Troppo lunghi, se la malattia è un tumore.

L’omeopatia come unica terapia anticancro è l’idea folle di un medico tedesco, oggi radiato dall’albo, il dottor Ryke Geerd Hamer che pretendeva di guarire malati oncologici con prodotti a base di erbe e sedute di psicanalisi. I risultati ovviamente sono scarsi, ma qualche discepolo nel mondo continua a crederci. Come la dottoressa torinese che oggi affronta un processo in tribunale per la morte di una paziente. La dottoressa avrebbe prescritto il metodo “naturale” di Hamer alla donna, malata di melanoma -tumore della pelle molto aggressivo e rapido- e il risultato è stato il decesso tra le sofferenze della signora, i cui parenti hanno preteso questa indagine.

Il giudice ha prosciolto l’imputata soltanto dall’accusa di avere manomesso le cartelle cliniche della vittima, dato che è stato provato che non le aveva, ma pende ancora l’accusa pesante di omicidio che diventerà condanna se sarà verificato che le cure tradizionali potevano per lo meno prolungare la vita della paziente, ma le sono state negate. La donna si era sottoposta volontariamente alla terapia, questo è vero, ma era stata informata sul fatto che le cure sarebbero state lente rispetto alla malattia? Era stata informata sul fatto che l’ideatore della terapia aveva avuto problemi con la legge? Le era stata data la possibilità di scelta, o per lo meno la possibilità di affrontare le cure tradizionali insieme a quelle “naturali”? In caso contrario, si potrebbe anche parlare di plagio mentale.

admin

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