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Procida in barca per salvare l’ospedale

L’isoletta napoletana non ci sta, non vuole essere l’ennesima vittima dei troppi tagli alla Sanità: no, il presidio ospedaliero di Procida non si tocca, lo hanno gridato forte gli abitanti bloccando il porto con decine di barche battenti bandiera bianca.

La manifestazione, che inizialmente ai turisti era sembrata folkloristica, era invece nel segno della disperazione. Un lungo “ponte” di imbarcazioni si è snodato dal porto fino alla baia di Punta Solchiaro in corrispondenza della struttura ospedaliera “Gaetanina Scotto” per dire che l’isola non può permettersi di rimanere senza l’unica struttura che dispensa cure mediche. L’alternativa quale sarebbe? Volare a Napoli ad ogni emergenza?

La gente è fuori di sé: “Chiacchiere e promesse le abbiamo avute, adesso vogliamo la salute” e non importa se al posto dell’ospedale resterà comunque un punto di prima assistenza che garantirà le cure immediate. L’ospedale è troppo prezioso. Sono state raccolte già 5000 firme e si invoca a gran voce “la deroga per le piccole isole, inserita nel piano di risanamento della sanità Campana, lontane dalle strutture ospedaliere della terraferma” perché Procida è un’isola di 10.500 residenti ma arriva anche a 25.000 abitanti d’estate, con 250.000 sbarchi di ospiti nel corso dell’anno.
(foto di cristina zagaria)

admin

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