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Morbillo e varicella, quali differenze?

In un’era in cui il popolo si scaglia contro le vaccinazioni obbligatorie dell’infanzia, nella cieca e assurda convinzione che questi farmaci –che hanno salvato milioni di bambini- facciano male, conosciamo meglio le malattie che essi invece allontanano. Le malattie che, se smettiamo di vaccinare i nostri figli, torneranno più agguerrite che mai.

Cominciamo con MORBILLO E VARICELLA. Sono le prime “malattie esantematiche” in assoluto, spesso vengono confuse ma ci sono differenze tra esse. Il morbillo è un virus che si manifesta con febbre molto alta ed eruzioni cutanee seguite da prurito intenso. Per tanti anni si pensava che fosse una malattia che finiva qui, invece oggi sappiamo che ha degli strascichi pesanti sulla salute futura e che se colpisce un adulto può anche essere mortale. Il morbillo attacca i linfociti T – le cellule che costruiscono la “memoria immunitaria” contro altre malattie – creando uno stato di amnesia nel sistema immunitario. Dopo circa un mese, i linfociti T riprendono il loro lavoro, ma invece di proteggere contro malattie e infezioni già incontrati in passato, hanno effetto e fanno schermo solo contro il morbillo, dimenticando il resto delle proprie azioni difensive.

La varicella è causata da un virus del gruppo degli Herpes, ha un periodo di incubazione che va da 14 a 21 giorni dal contagio che avviene per contatto diretto con la saliva e si cura con antistaminici o antifebbrili. Se non viene curata per bene, il virus può rimanere “dormiente” in corpo anche per 20 o 30 anni e ripresentarsi sotto forma di “fuoco di Sant’Antonio” in età adulta. Il prurito delle pustole si allevia con polveri e creme specifiche, ma la soluzione migliore è il vaccino, che protegge per tutta la vita.

admin

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