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Un interruttore italiano che porta le funzioni cerebrali da un emisfero all’altro

Il cervello è ancora un mistero, un territorio inesplorato che nonostante le continue scoperte ci riserva sempre sorprese. Sappiamo, di base, che è diviso in due emisferi, due zone collegate tra loro, ognuna specializzata in settori particolari: l’emisfero sinistro, per esempio, è la sede della capacità di esprimersi con il linguaggio ed è più sviluppato nelle persone bilingue, data la mole di informazioni doppia rispetto ai madrelingua. Da questa conoscenza, una nuova tecnica italiana è riuscita a ridare la parola a un giovane ferito dopo un incidente stradale.

Il ragazzo, 19 anni e bilingue, dopo un pesante trauma cranico aveva perduto l’uso della parola. Prima del trauma parlava fluentemente italiano e rumeno, dopo l’incidente aveva smesso di parlare per cui i medici stavano lavorando per fargli imparare nuovamente almeno la lingua italiana. E con grande sorpresa hanno visto che, nonostante il rumeno fosse stato ignorato, il giovane ha ripreso a parlarlo da solo. Si è allora ipotizzato che alcune funzioni presenti sull’emisfero sinistro potessero avere un collegamento e quindi un temporaneo trasferimento in quello destro. Da qui si è pensato di “portare” artificialmente alcuni collegamenti all’emisfero sano del cervello.

Si è creato uno “switch”, una sorta di interruttore, di ponte che permetteva ad alcune funzionalità cognitive di passare da un emisfero all’altro, trovando dall’altra parte terreno fertile per replicarsi e ricominciare a funzionare. L’idea italiana ha funzionato per la prima volta al mondo, e oggi il giovane parla di nuovo bene entrambe le lingue. L’idea che questo si possa applicare per altri traumi cerebrali, ma anche -chissà!- per un cuore colpito da infarto, rigenerando le funzioni sul lato non ferito dell’organo, sta facendo ipotizzare scenari straordinari per la medicina del futuro. Hanno lavorato a questo miracolo l’Università di Udine in collaborazione con quella di Torino.

admin

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