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Epatite C: dalla Giornata Mondiale un progetto per il futuro

Si è celebrata ieri in tutto il mondo la Giornata dell’Epatite C. La necessità di una giornata dedicata apposta a questa malattia è insita nelle nuove abitudini dell’occidente, che vedono un aumento del consumo di alcolici e del fumo che danneggia fortemente il fegato. Ma anche i cibi troppo grassi agiscono come una bomba a tempo sull’organo più importante del nostro corpo. Se il fegato va in tilt, anche cuore e cervello lo seguiranno.

Vincere l’epatite C, la forma più grave di epatite, che può lasciare segni profondi e degenerare in cirrosi o cancro al fegato nel tempo, è una sfida importantissima. Pure a questo serve la Giornata Mondiale. In un progetto chiamato “Committed to Cure” si è organizzato un comitato composto da medici, specialisti e rappresentanti di pazienti provenienti da tutti i Paesi con lo scopo di impegnarsi, in Europa e nel mondo, alla prevenzione contro questa malattia. Solo nel nostro continente sono 10 milioni i malati di epatite (nelle sue tre forme) ma aumentano quelli che si ammalano di epatite C. Non solo, moltissimi non sanno di averla perché ignorano i sintomi.

Il tempo, nella diagnosi di questa patologia, è fondamentale. La OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha deciso di intraprendere l’impresa per debellare l’epatite C entro il 2030 e per far ciò serve anche tanta informazione. L’epatite C è anche una malattia virale, che si trasmette col sangue o con lo scambio di liquidi e comporta un 85% delle infezioni epatiche nel mondo. In Italia si registra una lieve diminuzione dei casi di contagio, il che è positivo, ma rimane incerto dato che le cifre sono relative solo a quei pochi che si fanno diagnosticare la malattia. I tanti casi “nascosti” non sono nel calcolo. “Committed to Cure” punterà alla prevenzione anche grazie al coinvolgimento delle donne. Le donne sono molto più attente alla salute e sono abili nella comunicazione, in casa e sul lavoro. Sono anche le prime a vincere la diffidenza e la paura nei confronti di altri malati, per cui il loro apporto è importantissimo.

admin

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