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Emorroidi: parlarne per curarle in tempo

Le emorroidi. Quanti di voi sanno di averle? Tanti, sicuramente, ma non lo ammettereste mai in pubblico. Perché questa malattia, la più frequente relativa al canale anale, è molto imbarazzante e parlarne -anche col medico- è difficilissimo. Eppure ne soffre, o ne ha sofferto, la metà della popolazione occidentale dopo i 40 anni, circa 3 milioni solo in Italia.

Malattia molto… “democratica” , non fa distinzione tra maschi e femmine, ricchi e poveri, anche se si manifesta più di frequente nelle donne (nelle donne incinte soprattutto). O forse è solo che le donne ne parlano più spesso degli uomini e le statistiche pendono in loro favore. Comunque sia, le emorroidi sono un disturbo anche invalidante… comportano infatti il sanguinamento durante le feci, con sangue rosso vivo che nei casi gravi esce spessissimo causando anche un principio di anemia. A questo segue il bruciore, la difficoltà a defecare (con conseguente paura e stitichezza che peggiora la situazione) e dunque il bisogno di ricorrere in emergenza a una chirurgia risolutiva.

Eppure, se se ne parla per tempo, i sintomi possono essere trattati e fermati anche con un semplice cambio della dieta: più frutta e verdure, un adeguato apporto d’acqua, meno carne e pane e un’attività fisica costante. Le emorragie si controllano con farmaci venotonici o antinfiammatori, per via orale o a pomata. La chirurgia è solo l’ultimo stadio e ci si arriva soltanto quando si è taciuto troppo. Il vantaggio della chirurgia è che risolve il problema del tutto, anche se nei primi tempi i bruciori saranno costanti e fastidiosi. Sarebbe sempre meglio evitare di arrivare a tanto e per farlo, oltre alla dieta sana, si deve evitare: l’uso smodato di lassativi che irritano la mucosa, la sedentarietà, il fumo e l’abuso di caffè, il troppo alcol, le troppe bevande gassate e le spezie.

admin

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