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Talidomide: risarcimenti per i danni causati alle donne incinte

Il Talidomide doveva essere il farmaco del benessere. Assunto dalle donne in gravidanza, le liberava da nausee e malesseri ma in moltissime di loro ha causato malformazioni gravi nei feti che portavano in grembo. Ci si è resi conto del disastro solo confrontando i problemi delle famiglie nel corso degli anni e solo dopo molto tempo sono partite le azioni legali dei parenti di quei bambini. Si parla di persone nate tra il 1958 e gli anni Settanta!

Per colpa del Talidomide, oggi tanta gente soffre di disturbi come amelia, emimelia, focomelia e micromelia che li rende attualmente inabili. La battaglia è stata lunghissima e non priva di delusioni e ricorsi, ma di recente il Senato ha approvato la legge che stabilisce i risarcimenti non soltanto per chi è nato nel periodo incriminato ma anche a chi, pur essendo nato dopo, presenta sintomi compatibili con gli “effetti da Talidomide”. Fino a poco tempo fa, il limite per essere riconosciuti meritevoli del risarcimento era l’esser nati tra 1958 e 1966, oggi il raggio si è ampliato. Inizialmente era stato negato il via libera perché, secondo il Governo, il farmaco era stato vietato nel 1962 e dunque la sua assunzione postuma era una libera scelta (errata) delle donne!

In realtà, ha riconosciuto il ministro Lorenzin, dopo quell’anno il Talidomide rimase in commercio nelle farmacie per tanto tempo e i danni postumi sono altrettanto vasti, sebbene molti non documentati per disguidi o ignoranza. Approvato il disegno di legge, adesso verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e si procederà ad accertare i casi e gli indennizzi previsti, di volta in volta, considerando comunque che nel peggiore dei casi il pagamento non potrà superare i 4.000 euro al mese. Forse ci si sarebbe aspettati di più, per un disastro che ha tolto 50 anni di vita autonoma alle vittime però almeno è stato riconosciuto l’errore e la sentenza ha reso giustizia a chi ha tanto sofferto.

admin

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