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Il “gioco dell’avatar” che torna a far sentire i paraplegici

Esiste una categoria di persone disabili che, per colpa di incidenti, malattie, operazioni sbagliate, rimane inchiodata su una sedia per sempre. Sono paraplegici. Hanno il corpo semi paralizzato e la totale insensibilità al di sotto di un certo punto, quasi sempre riguardante le gambe. Oggi per loro si aprono nuove speranze, grazie alla ricerca e al progresso che passa da una specie di “gioco” virtuale. Una “riabilitazione hi-tech” utilizzando degli avatar come “lettori di pensiero” che traducono le onde cerebrali in azioni.

Infatti, per tradurre le onde celebrali in azioni si sono create delle figure con la realtà virtuale, spiega la rivista “Scientific Reports” edita da Nature, illustrando il lavoro della Duke University di Durham (Carolina del Nord, USA). Laddove i pazienti avessero ancora un minimo, anche infinitesimale, di sensibilità nel nervo leso dopo l’incidente, il “gioco virtuale” poteva recuperarlo e riuscire a stimolarlo al punto da far sentire loro alcune sensazioni perdute. Nei casi meno gravi, i nervi si “risvegliavano” completamente ridando sensibilità all’arto offeso.

La ricerca si è basata sull’interfaccia uomo-macchina, creando sistemi per captare le onde cerebrali che altro non sono se non impulsi elettrici. Traducendo quegli impulsi in comandi, si era già riusciti a muovere col “pensiero” il braccio di un robot. Il “gioco degli avatar” punta invece a tradurre quelle onde in sensazioni. Immaginando di muovere le proprie gambe grazie al pupazzo elettronico, i pazienti rispolveravano le sensazioni provate con la gamba vera e se questi impulsi di memoria venivano riprogrammati dal computer e ritrasmessi come stimoli nuovi, alcuni riuscivano a sentire veramente il contatto col ruvido, col caldo o col freddo. Il lavoro di perfezionamento potrebbe portare presto a recuperare del tutto l’uso di un corpo -e dei suoi sensi- che si credevano distrutti per sempre.

admin

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