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Scabbia a Roma: non è allarme, ma attenzione all’igiene

Qualcuno parla (senza motivo) di “allarme Scabbia”. Senza motivo perché la Scabbia non è una malattia grave o mortale, però è indice di condizioni igieniche scadenti e dunque qualche interrogativo lo pone. Se non si tratta di allarme sanitario, CINQUE casi di Scabbia in poche ore nella capitale fanno certamente un allarme sociale.

I focolai sono stati individuati in alcuni centri di accoglienza, dove vengono radunati gli immigrati giunti dal mare. Queste persone viaggiano per 6 giorni ammassati, senza potersi lavare e facendo i propri bisogni tra loro … tutto questo comporta pericoli igienici non indifferenti, per cui lo sviluppo della Scabbia è comune in quelle situazioni. Quello che provoca sono eruzioni cutanee, pruriti, bruciori della pelle e in alcuni casi ferite con croste che sono a loro volta contagiose, se vengono a contatto con pelle sana. La Scabbia si cura e subito sono stati presi provvedimenti per aiutare i malati e non diffondere il contagio.

Dopo i primi due casi si era già passati alla profilassi, gli altri tre hanno determinato l’isolamento di alcuni locali e degli ospiti. Il problema non sono tanto i migranti, quanto gli agenti e i volontari che li avvicinano per le identificazioni e che non vengono informati né protetti adeguatamente. Ora sono in atto tutte le soluzioni per proteggerli e per curarli, ma le polemiche divampano soprattutto perché questi fatti avvengono a Roma, capitale e centro turistico affollatissimo. Le norme igieniche e di sicurezza dovrebbero andare di pari passo in una grande città come questa. E la sanità coinvolge automaticamente la politica.

admin

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