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Piccolo migrante in viaggio da solo per “trovare un dottore al fratellino”

L’esclusiva della storia la propone “Il Corriere della Sera” di ieri, ma la notizia diventa virale in pochissime ore. E’ un racconto di vita vera e di amore puro quello di Ahmed, 13 anni, egiziano, che senza dire nulla a nessuno una sera parte da solo e si dirige, consapevole, verso i mercanti di schiavi della Libia. Nello zainetto porta certificati medici e un nome: Farid, il fratellino piccolo e molto malato. Mamma e papà sono contadini, gli altri figli sono ancora troppo piccoli e le cure costano un occhio della testa … solo in occidente si può trovare la speranza.

Così Ahmed si imbarca, accetta una traversata a rischio su un Mediterraneo mosso e crudele. Vive stipato con altri migranti, bevendo solo un sorso di acqua al giorno e mangiando niente. Approda a Lampedusa e per prima cosa domanda un medico. Ma non per sé, anche se ne avrebbe bisogno, per il fratellino rimasto in Egitto. I volontari diffondono la sua richiesta e il quotidiano milanese la riporta col megafono. A raccogliere l’appello commovente di questo bimbo-eroe è l’ospedale “Careggi” di Firenze. Le porte si aprono per il piccolo Ahmed e lo curano, ma la bella notizia è che l’ospedale si farà carico di far arrivare anche il fratellino.

L’assessore regionale alla Salute della Toscana, Stefania Saccardi, ha detto che “Se sarà necessario, troveremo anche ospitalità per lui e per i familiari che lo accompagneranno”, grazie ai programmi di cooperazione sanitaria internazionale che hanno già portato al “Careggi” bimbi di Paesi sfortunati per essere salvati. L’Egitto non è un Paese per definizione povero, ma una larga fetta della sua popolazione (inclusi i genitori di questi bambini) sono contadini con pochi mezzi, e la cura ospedaliera in quella nazione è costosissima e aperta a pochi fortunati. Ma la fortuna a volte prende vie impreviste, vie di acqua… come quella che coraggiosamente ha affrontato Ahmed. E da domani il suo fratellino avrà una speranza.

admin

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