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L’analgesico del futuro è già realtà

La terapia del dolore è qualcosa che ancora in Italia stenta a diffondersi eppure è importantissima per chi soffre di tumore, di disabilità e di malattie croniche. Con le sostanze che calmano il dolore si restituisce ai malati la voglia di vivere, ma le paure che finora hanno frenato queste terapie sono legate soprattutto alla dipendenza dalla morfina. Oggi però si viene a conoscenza di una nuova scoperta: un analgesico più potente della morfina ma con meno effetti drammatici.

Lo ha messo a punto un gruppo di ricercatori della Stanford University School of Medicine, dell’Università della California a San Francisco, in collaborazione con la Università del North Carolina e la Friedrich Alexander University di Erlangen, in Germania. Il nuovo analgesico calmerebbe il dolore con più rapidità e potenza della morfina, ma con molta meno dipendenza psicofisica e soprattutto senza frenare l’apparato respiratorio (cosa che provoca la maggior parte delle morti per eccesso di droghe, morfina inclusa).

I test vanno avanti perché tutto quello che finora è stato registrato deriva dall’osservazione sugli animali, mentre sull’uomo il discorso è diverso e più complesso e va studiato e accertato con più attenzione. Sappiamo che l’effetto degli oppioidi contro il dolore viene dal loro legame con tre recettori che si trovano sulla superficie delle cellule cerebrali e del midollo spinale: Mu, Delta e Kappa. L’azione più forte sul dolore (ma anche sull’apparato respiratorio) è quella di Mu. Il nuovo analgesico attiva solo in parte l’azione di Mu, però riesce ugualmente a calmare il dolore, riducendo in tal modo i rischi fatali. Il nuovo composto, chiamato PZM21, potrebbe arrivare sul mercato nel giro di pochi anni.

admin

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