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Zika: il rischio cerebrale esiste anche per gli adulti

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Le Olimpiadi si sono svolte regolarmente, con tutte le raccomandazioni sanitarie per evitare i contagi da Zika, il virus diffuso dalla puntura delle zanzare tropicali brasiliane. Finora si sapeva che Zika danneggiava fortemente le donne incinte, o meglio i bimbi che portavano in grembo, con danni cerebrali importanti, ma oggi c’è molto di più.

La ricerca sospettava da tempo che ci fossero altri danni non ancora manifesti, come conseguenza del contagio da Zika, e per questo aveva messo in guardia atleti e accompagnatori sulle protezioni da prendere in merito. E i dati che si leggono oggi, dall’Università della California La Jolla sembrano confermare ogni paura: il virus Zika può causare danni simili all’Alzheimer nel lungo periodo anche negli adulti. La ricerca è stata condotta sulle cavie e si è visto che il virus va ad attaccare in loro le cellule cerebrali.

Il danno non viene manifestato subito, come invece succede nei neonati, ma dopo un certo periodo di tempo. I danni peggiori sono stati registrati nell’area dell’ippocampo, dove risiede la memoria, per cui alcuni sintomi di demenza precoce potrebbero verificarsi anche in soggetti relativamente giovani (sotto i 50 anni). Dunque un adulto contagiato oggi, potrebbe anche non avere conseguenze immediate ma potrebbe essere più a rischio di altri di Alzheimer e altre malattie legate al deterioramento cerebrale man mano che passano gli anni. Ancora una volta quindi molta attenzione per chi si trova in Brasile e molta informazione per chi torna da quelle regioni e manifesta febbre o altre anomalie immediate.

admin

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