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Ricerca: si sperimenta meno sugli animali

Dopo anni di polemiche, ottime notizie! Diminuiscono, almeno in Italia, le sperimentazioni cliniche in cui vengono utilizzati animali tanto che negli ultimi due anni se ne sono fatte 30.000 in meno. I dati sono ufficiali, in quanto pubblicati dalla Gazzetta Ufficiale del 24 agosto 2016, e confermati dal Ministero della Salute.

Tempo fa fece molto scalpore la dichiarazione di una ragazzina malata che ringraziava la ricerca sugli animali per aver trovato le cure che le hanno salvato la vita. Allora si scatenò il lato peggiore dei “terrorismi animalisti”, con gente che augurava la morte alla giovane blogger e altre dichiarazioni pesanti. Per fortuna, in mezzo a tanto orrore, qualcuno ha scritto novità intelligenti spiegando che ad esempio la ricerca scientifica sta già sperimentando nuovi modi di studio che escludono gli animali, e in questo sempre più ruolo avranno le cellule staminali.

La scienza fa tutto con oculatezza. Prima di metter via un mezzo di ricerca valido (come lo studio sugli animali) vuole averne uno migliore approvato tra le mani. E oggi si può dire che la strada intrapresa è quella buona: nel 2013 erano stati 723.739 gli animali utilizzati in trial clinici mentre oggi siamo scesi di molto. Si sono usati nel corso di questo anno meno topi, ratti, polli e porcellini, con diminuzione ulteriore di pesci e conigli. Preoccupanti invece gli studi medici sui cani, ancora in uso in Italia, e purtroppo spesso eseguiti su animali provenienti da allevamenti-lager al di fuori dell’UE. Si sta cercando di cambiare anche questo aspetto tragico della questione. Dopo di che si dovrà discutere dell’etica di chi, però, lotta per la vita degli animali ma ignora (o finge di ignorare) il fenomeno in crescita dei “volontari umani”, spesso persone disperate che vendono il proprio corpo alla sperimentazione per mantenere la famiglia.

admin

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