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Dipendenze da droga: la soluzione in un farmaco già noto

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La dopamina è una molecola del nostro cervello che si associa al morbo di Parkinson. Ma la sua azione positiva nel nostro quotidiano è quella di farci sentire ricompensa, soddisfazione. In assenza di dopamina, il corpo continuerebbe a chiedere all’infinito sostanze che gli causino piacere e anche da questo dipende la schiavitù dalla droga, e in particolare da droghe come la cocaina.

Molecola importante, la dopamina una volta usata si “ricicla” per essere utilizzata ancora. La cocaina blocca la rimozione e il riciclaggio della dopamina che, una volta usata, in presenza di questa droga viene annullata per sempre. La persona, quindi, non si sente MAI sazia di cocaina e continua a prenderne. Interrompere questa azione significherebbe fermare le dipendenze, e non solo quelle da cocaina o da droghe. Per questo è importante lo studio condotto dal nostro Istituto di Ricerche Farmacologiche insieme all’Università di Cardiff: hanno individuato una molecola in grado di fermare la cocaina in questo suo ruolo pericoloso.

I test su animali hanno rivelato che la somministrazione del composto sperimentale PD325901, già noto per la sua azione anti cancro, potrebbe fare proprio allo scopo. Il composto agisce proprio sui neuroni, rinforzando la loro azione con la dopamina anche in presenza di droghe, per cui il processo di smaltimento della sostanza continua e non viene annullato. Di conseguenza, la sensazione di sazietà e soddisfazione raggiunge il cervello della persona e le toglie il desiderio di assumere altra droga. Avere per le mani una medicina già nota, che quindi ha superato già il “via libera” dell’immissione sul mercato facilita e velocizza moltissimo la ricerca per il suo nuovo scopo. Potremmo avere un “vaccino” contro le dipendenze prima di quanto pensiamo.

admin

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