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Pronto Soccorso italiani. L’attesa infinita

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Non è più solo un problema del sud, ormai i Pronto Soccorso italiani sono al collasso ovunque. Colpa dei tagli alla sanità che coinvolgono pure i posti di lavoro, colpa della lentezza burocratica … al malato non interessano i dettagli. Fatto sta che quando si arriva in un reparto “di urgenza” per definizione, non si può rimanere parcheggiati all’infinito in attesa di un posto che potrebbe anche arrivare quando è troppo tardi.

Fino a 7 giorni di attesa
Il Tribunale dei Diritti del Malato ha voluto svolgere un’attenta osservazione in tutti gli ospedali italiani, prendendone come simbolo alcuni tra i più importanti (come il S.Camillo di Roma) e ha visto che la situazione è drammatica ovunque: 240 minuti di attesa per codici bianchi, 300 per codici verdi e 120 per codici gialli con tempi di permanenza “parcheggiati in corridoio” che possono andare dalle 24 ore (rari casi fortunati) a tre giorni fino addirittura a una settimana come è successo in provincia di Catania, all’ospedale di Acireale! Per quanto i casi in codice rosso siano sempre trattati tempestivamente, non è ammissibile che un codice giallo resti in attesa tanto a lungo. Tra l’altro, oltre alla scomodità fisica e alla totale mancanza di riservatezza, il paziente “dimenticato” in Pronto Soccorso non viene seguito e se si aggrava non c’è nessuno pronto a intervenire.
Morire nell’attesa
Al S.Camillo di Roma è già in atto una indagine per capire come mai un uomo gravemente malato di cancro sia stato lasciato a morire in barella. Per quanto grave fosse la sua situazione, meritava un trattamento dignitoso oppure di essere rimandato a casa a morire tra i suoi cari. Aver concluso la propria esistenza in un corridoio, senza assistenza, è una vergogna che la Commissione Interna dovrà capire e condannare. La regione Lazio tra l’altro ha speso moltissimo per attivare centri di cure palliative che possono togliere sofferenza a questi malati, e l’uomo poteva benissimo essere mandato lì a trascorrere i suoi ultimi giorni, perché invece nessuno lo ha consigliato alla famiglia? Altri disagi nei Pronto Soccorso italiani sono l’assenza di aree per bambini, la condivisione dei bagni…. bagni che non sempre sono puliti e curati … l’assenza di accorgimenti per non vedenti o non udenti o per persone con handicap. Ma quel che appare più grave in assoluto, al Tribunale, è che meno della metà dei Pronto Soccorso è a conoscenza della reale capacità di posti letto della struttura ospedaliera in cui opera!

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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