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Quei geni che ci fanno mangiar grasso …

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Un tempo era istinto. Si mangiava tanto e si mangiava grasso per poter sopravvivere a battute di caccia, inverni freddi o malattie gravi, che richiedevano al corpo enorme energia. Stiamo parlando però della preistoria, o dei tempi dei Romani … periodi ormai lontanissimi nel tempo. E se una volta mangiar grasso era tutta salute, oggi è l’opposto perché la vita sedentaria richiede invece cibi magri e leggeri. Eppure ancora molte persone continuano ad abbuffarsi di grassi, come se non potessero farne a meno.

Una mutazione genetica
E davvero non possono farne a meno, come hanno capito i ricercatori guidati dal dottor Sadaf Farooqi (Università di Cambridge) che hanno scoperto una mutazione genetica nemmeno troppo rara che coinvolge il gene MCR4 e che sarebbe alla base di questa fame continua. Una fame legata esclusivamente al prodotto grasso per eccellenza, a un punto tale che i soggetti continuano a reputarlo grasso anche quando il grasso è stato tolto con tutto il suo carico di sapore. Il test effettuato dai ricercatori, infatti, ha sottoposto a queste persone cibi come hamburgers, bistecche, dolci con panna sia nella loro versione naturale che in una versione “mascherata” (hamburger vegetale, panna vegetale) quindi depurata da ogni tipo di grasso. I 54 volontari con la mutazione del gene MCR4 non notavano la differenza. Il loro cervello percepiva quel tale cibo grasso solo vedendone la forma e condizionava il gusto al punto da fargli sentire un sapore che non c’era!
Niente soddisfazione

Un altro test sottoponeva i volontari sani e quelli con la mutazione alla scelta libera di cibi da una vasta quantità a disposizione e si è visto che le persone con il gene mutato sceglievano automaticamente i cibi grassi il 95% di volte più delle persone senza mutazione. La mutazione di questo gene agisce con i segnali elettrici che vengono inviati al cervello per indicare “soddisfazione”. In pratica li interrompe e così la persona continua a sentire fame anche quando dovrebbe essere già sazia. Ma attenzione! Non tutte le persone grasse o obese soffrono di questa anomalia. La mutazione di MCR4 riguarda 1 soggetto obeso su 100. Quel che lo studio ha cercato di capire non è tanto il ruolo del gene, che si sospettava da tempo, quanto come esso condizioni le scelte anche in assenza del grasso. Si sta pensando di completare il lavoro coinvolgendo un numero maggiore di persone così da avere dati più validi per ricerche future.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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