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Roma, a lezione di rianimazione

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Si è svolta ieri, presso la hall principale del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, una vera e propria “lezione di massa” sulle tecniche di rianimazione cardio-polmonare. Il tutto avviene nell’ambito del progetto “Viva! Settimana della Rianimazione” con lo scopo di educare chi potrebbe o dovrebbe trovarsi ad usare un defibrillatore nel corso della propria vita. E non solo.

Anche nelle scuole

La Buona Scuola, tra le altre cose, ha imposto agli istituti scolastici la presenza di defibrillatori negli ambienti e ovviamente la capacità di usarli. Inutile avere un oggetto simile a portata di mano se nessuno è in grado di manovrarlo o di conoscere la rianimazione del cuore e dei polmoni. Il pubblico che ha usufruito della lezione al Gemelli era costituito in grandissima parte proprio da giovani studenti, perché a loro è indirizzato in prima versione, ma l’evento era aperto a tutti perché tutti noi dovremmo sapere come comportarci in certe situazioni. Alla fine della lezione si è svolto il lato pratico, una sorta di “gara” per mettere a frutto gli insegnamenti ascoltati ed è stato premiato il “miglior soccorritore”.

In Europa e in Italia

In Europa, come al solito, molti Paesi sono anni luce avanti all’Italia. In Germania, Svezia, Francia … qualsiasi passante, qualsiasi studente delle medie è in grado di intervenire su una persona con attacco cardiaco o di usare un defibrillatore in un locale pubblico. La rianimazione cardiopolmonare avviene con alcune semplici mosse delle mani. Spiegata in modo abbastanza superficiale, si fa pressione sullo sterno a mani unite mentre si alterna una insufflazione d’aria tramite la bocca della vittima. Il ritmo è 1 soffio ogni 4 pressioni oppure 2 soffi ogni 8/12 pressioni. In Italia buona parte delle persone non ha mai nemmeno letto i cartelli informativi che vengono appesi negli uffici e nelle palestre dove tutte queste manovre sono illustrate. E molti studenti frequentano i Corsi per Soccorritori solo per ottenere crediti, senza mai davvero ascoltare. Sarebbe invece prezioso che si imparasse davvero. Si potrebbero salvare vite umane… anche quella di un amico o un genitore.

 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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