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Vede un film e capisce di avere un cancro

Sofie è una ragazza inglese di origine danese. Durante una vacanza a casa dei nonni, in Danimarca, sente degli strani “bozzi” sotto le dita, toccandosi il ventre, ma li attribuisce al troppo cibo o a qualche allergia a prodotti locali e non se ne cura più di tanto. In fondo non ha febbre né dolori, quindi niente di grave. Poi, per caso, al cinema vede un film… e da lì qualcosa cambia.

Tutto “merito” delle stelle

Il film era “Colpa delle stelle”, tratto dal romanzo autobiografico di una coppia di fidanzati entrambi malati di tumore che si sono conosciuti, amati e sposati in ospedale. Entrambi sono morti di recente, a poche settimane l’uno dall’altra e la storia ha toccato talmente tanti cuori da meritare di diventare prima un libro e poi un film. Nel film in particolare si parla spesso di sospetti, di prevenzione, di attenzione… e proprio queste parole hanno colpito la giovane Sofie la quale, al ritorno dalla vacanza, decide di far controllare quei gonfiori anomali. E scopre così di avere un cancro, rarissimo e mortale:  tumore desmoplastico a piccole cellule rotonde, questa la definizione. La malattia è diffusa, quelli che lei credeva dei “bozzi” erano già masse malate e quelle fitte che lei credeva dolori mestruali erano tessuti giù distrutti.

La cura

Sofie inizia una lunghissima cura, 31 cicli di chemioterapia e tra poco dovrebbe sottoporsi a una terapia sperimentale che utilizza la ipotermia, ovvero la distruzione delle cellule tumorali grazie al raffreddamento del corpo, che rallenta tutte le funzioni inclusa l’ossigenazione che garantisce vita al tumore. Nel frattempo la ragazza ha anche cambiato dieta, togliendo zuccheri e carne per lo stesso motivo, togliere ossigeno alle cellule malate per fermarne la crescita. Non sappiamo come finirà la sua storia, si spera bene ( dei malati di tumore desmoplastico a piccole cellule rotonde dopo 5 anni dalla diagnosi, sopravvive per un buon 30% ) ma sappiamo che la prevenzione funziona, e sappiamo che a volte anche il messaggio che passa da un film può salvare una vita.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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