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Psicologia: ecco come il cervello diventa criminale

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Criminali si nasce o si diventa? Hitler, inizialmente, era un pittore e un poeta … buona parte degli assassini seriali sono stati adolescenti tranquilli e rispettosi. Cosa succede al cervello umano perché ad un certo punto della vita devii verso il crimine o i comportamenti moralmente sbagliati? Hanno cercato di spiegarselo i ricercatori del  Dipartimento di Psicologia Sperimentale dello University College of London (UCL) con uno studio oggi pubblicato su  Nature Neuroscience.  A quanto pare non c’entra il DNA o gli imprinting ereditari… quanto un adattamento anomalo del cervello a una condizione che esso considera “vantaggiosa”.

ADATTARSI AL MALE

Il cervello si adatta in modo straordinario alle situazioni difficili. Esiste la testimonianza di un giovane ricoverato in Terapia Intensiva in Svizzera che conversava con l’infermiera in francese, pur non avendo mai studiato il francese in vita sua…! Se dobbiamo vivere o lavorare in un ambiente polveroso o maleodorante dopo un po’ non sentiremo più né il fastidio della polvere né la puzza. E lo stesso avviene nelle emozioni. Se abituiamo lentamente il cervello ad accettare il furto, lo spaccio, perfino la violenza esso non troverà più nulla di sbagliato in queste azioni criminose. Lo ha dimostrato lo studio inglese grazie a un esperimento condotto su 80 persone di età compresa tra 18 e 65 anni. I volontari dovevano indovinare il numero di monete contenute in un barattolo di vetro e comunicarlo a un’altra persona attraverso un computer.

COMPORTAMENTI CRIMINALI

I ricercatori, man mano, modificavano la situazione all’insaputa del soggetto inserendo elementi che lo portavano a credere che mentendo sul numero dei soldi (e dunque trattenendone alcuni di nascosto) potevano avere grandi benefici. Ebbene, a fine esperimento si è visto che buona parte dei soggetti coinvolti mentivano sempre più, man mano che capivano il vantaggio. E non solo. All’aumento delle bugie corrispondeva un progressivo rallentamento dell’attività dell’amigdala, la parte del cervello che ci aiuta a discernere tra giusto e sbagliato, tra bene e male. Il cervello, insomma, aveva “imparato” a rubare e a non percepirlo come un atto disonesto! Questo potrebbe aiutare a capire tanti comportamenti criminosi che in apparenza vengono condotti in modo “normale” (come la violenza sulle donne, l’oppressione dei deboli e così via), risalendo al momento in cui quella persona ha deciso che fare quelle azioni era per lui (o per lei) un vantaggio.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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