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Fumo: come far capire ai giovani che uccide

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Mettete a confronto questi dati. Oggi il fumo nel mondo causa il 90% dei tumori al polmone, il 75% dei tumori alla testa e al collo, il 25% al pancreas. E tuttavia, in Italia, il 51% della popolazione fuma un pacchetto di sigarette al giorno e un giovane italiano su due ha iniziato a fumare prima dei 18 anni. Ma quel che è peggio, il 50% dei giovani fumatori crede che il fumo causi “al massimo” una raucedine cronica. Dunque, o la campagna informativa martellante non funziona oppure qualcosa fa credere ai ragazzi che sia tutto uno scherzo!

IL FUMO UCCIDE

Il fumo uccide, non è solo uno slogan ma una triste realtà. Sono dati ospedalieri che non scherzano affatto, eppure il messaggio (scritto anche a caratteri neri sui pacchetti) non raggiunge i nostri figli o gli passa attraverso senza essere considerato. Come fare, allora, per farglielo capire? L’ideale sarebbe parlare il loro linguaggio, quindi affidare la campagna informativa a qualcuno dei loro “miti” della musica o dello sport. Il problema è che spesso sono proprio questi personaggi famosi e influenti a fumare pubblicamente, mandando il messaggio che “fumare è fico!”. Un altro metodo potrebbe essere far parlare con i coetanei quei ragazzini che hanno già dovuto combattere contro un tumore a 16 o 17 anni. Ragazzini come i protagonisti di “Braccialetti Rossi” che raccontino la malattia e i danni del fumo dal punto di vista di un adolescente.

INFORMARSI PER CAPIRE

Altro mezzo, quello di informare i ragazzi dentro le scuole in maniera più convincente di come fatto finora. Spiegare loro che non esiste “il” tumore ma “i” tumori e che in base alla persona il fumo può danneggiare uno o più organi vitali. Per arrivare a questo risultato, i medici e gli insegnanti non possono lavorare da soli, occorre l’aiuto e il supporto dei genitori, i primi a dover dare il buon esempio in casa. Imparando a conoscere le malattie, si impara a distinguere i sintomi e ad accelerare le diagnosi. Ma si impara anche a non mettere in gioco la propria vita a 16 anni per conseguenze che magari non sono immediate ma che potrebbero sorprendere a 25 o 30 anni, nel pieno della vita. E date le risposte dei liceali alle domande sui danni del fumo (“causa tosse e mal di pancia”) bisogna iniziare il più presto possibile.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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