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Terremoto: arrivano i container-ambulatorio

La terra non si ferma nemmeno per un secondo, e trema ancora tutto il Centro Italia. Scosse forti e meno forti che però fanno sentire la gente sempre più precaria, sempre più spaventata. La vita deve continuare, e per adesso deve continuare fuori dalle case… nelle tende e nei container che, ha promesso il Governo, arriveranno prima di Natale. Ma già qualcuno è pronto soprattutto per ospitare enti pubblici, uffici comunali, scuole e soprattutto ospedali e ambulatori. I container predisposti per le cure mediche sono diversi da quelli abitativi, devono avere tutte le condizioni utili per la salvaguardia di un malato o di un ferito.

Container dal Piemonte

E ancora una volta verrà dal Piemonte l’aiuto che ci voleva. Questa generosa regione fa a gara col Trentino per le donazioni agli sfollati e questa volta ha pensato di predisporre dei container per le esigenze di medici e farmacisti. Alcuni sono già arrivati a Norcia e andranno a ricostruire, temporaneamente, la struttura dei poliambulatori locali. Un container farmacia, uno per le visite di medicina generale, un altro per le emergenze e ancora… il container per gli infermieri, quello per gli psicologi e così via. Il ritorno alla normalità passa anche dagli aiuti medici che in questo autunno -tempo di influenze e di vaccini- si devono fornire insieme al sostegno psicologico a chi ha perduto tutto.

Ambulatori nel campo di calcio

L’attivazione di questo progetto si è avuta grazie alla Protezione Civile di Cuneo in particolare, e le serie di container predisposte all’uso medico verrà montata nel campo di calcio di Norcia. Qui potranno usufruire dell’attacco per l’energia elettrica, dell’acqua e soprattutto della sicurezza di uno spazio ampio per accogliere -in numero e in condizioni ottimali- le persone che richiederanno l’assistenza.  Così come le scuole vanno avanti per non far perdere l’anno ai bambini, gli ospedali e le farmacie continueranno a lavorare per prevenire influenze, tumori, ma anche disturbi dell’umore nonostante la terra appenninica continui a muoversi. Chi ha cercato rifugio sulla costa potrà usufruire delle strutture locali, ma chi ha deciso di rimanere nelle “zone rosse” avrà l’assistenza che necessita in ogni momento.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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