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Ecco perché il cancro allo stomaco non fa più paura

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Fino a pochi decenni fa, di cancro allo stomaco si moriva e si moriva male. Oggi questa malattia, ancora temibile e dolorosa, non fa più paura come un tempo. In Italia sono malati di carcinoma gastrico 110.000 persone, una media più alta di altre nazioni europee ma non proprio drammatica dato che le nuove indagini recenti definiscono i casi in netto calo rispetto ad altri anni. Ci si ammala di cancro allo stomaco, oltre che per familiarità, per cattiva alimentazione, per obesità oppure per infezioni o gastriti mal curate. Si ammalano più gli uomini che le donne e più gli anziani che i giovani. Ma, come detto, le percentuali scendono e il merito è di una serie di fattori che finalmente lavorano insieme.

Il cibo e la dieta

Un tempo il cibo si conservava nelle ghiacciaie oppure sotto sale, il che non garantiva sempre la certezza della sua freschezza. Dall’introduzione dei frigoriferi (dagli anni Sessanta in poi), il buon mantenimento dei cibi ha favorito la qualità e dunque il calo dei danni a stomaco e intestino. Poi, si consumano più pasti a chilometro zero e si dà più valore alla dieta mediterranea che è sana e genuina. Mangiare nella giusta misura aiuta, perché il troppo digiuno porta lo stomaco a corrodere le proprie pareti e il troppo mangiare lo porta ad appesantirsi e a lavorare male. Dunque mangiare equilibrato e mangiare meno cibi conservati e più alimenti naturali, frutta, verdura e cereali favorisce la protezione contro questa malattia.

Le cure adatte contro il cancro allo stomaco

Favoriscono il calo della casistica anche le moderne concezioni della cura. Si fa più prevenzione e quando ci si ammala si scelgono con oculatezza i centri più preparati per un’operazione tanto delicata. Inoltre, oggi, le chemioterapie sono personalizzate e finalizzate a combattere le masse tumorali nel luogo in cui si trovano, senza bombardare inutilmente tessuti sani. Per chi si sottopone all’intervento il recupero è lungo, ma anche in questo caso la scienza ha fatto passi da gigante e oggi, con una giusta alimentazione, si può tornare ad avere una vita normale “anche senza stomaco” come dicono i gastroenterologi riunitisi di recente a convegno a Roma. Un nutrizionista ben informato della situazione aiuterà il paziente a ricominciare a nutrirsi nel modo migliore, pur mancando di parte o tutto un organo così importante. Grazie a tutti questi fattori, si registrano cifre incoraggianti per quanto riguarda il cancro allo stomaco: la flessione riguarda un 2,3%  negli uomini e un 3,6% nelle donne.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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