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L’uomo che per primo usò la droga in medicina

E’ stata di recente inaugurata a Milano, presso il MUDEC (Museo delle Culture), una mostra dedicata ad Antonio Raimondi, in collaborazione con l’omonimo museo peruviano di Lima. Per chi non lo sapesse, Raimondi fu uno scienziato ed esploratore italiano, uno dei primi se non il primo a usare una droga potente come mezzo curativo in medicina, per lo meno nell’era moderna. Nato a Milano nel 1824, fuggì dall’Italia dopo gli orrori delle Cinque Giornate e arrivò in Perù dove si sposò con una donna indigena e mise su famiglia e vita. Per mantenersi organizzava spedizioni esplorative ma allo stesso tempo studiava il territorio e i suoi prodotti. Conobbe l’uso della cocaina che facevano le popolazioni oriunde locali ed ebbe la geniale idea di applicarle in campo medico in maniera avanzata, sebbene già gli indios lo facessero da secoli nella loro cultura.

Droga come anestetico

Se per i locali la cocaina era un ottimo tonico, afrodisiaco, stimolante e antiasmatico, Raimondi provò a usarla come anestetico locale e ne ottenne un successo tale da divenire una personalità conosciuta e onorata in tutto il Sud America. In Italia è totalmente sconosciuto, ma in Perù gli è stata dedicata addirittura una regione! Il suo record personale è legato ai viaggi, fu infatti il primo europeo ad avventurarsi da solo nelle inesplorate foreste peruviane, ma come scienziato (autodidatta per giunta) è ancora più importante perché ha capito il confine sottile tra uso e abuso di sostanze stupefacenti. La stessa azione che nell’abuso di cocaina devasta la mente e il corpo, nell’applicazione per fini medici aiuta il lavoro del chirurgo. La mostra di Milano potrebbe essere un incentivo nell’eterna discussione sulla legalizzazione e controllo delle droghe, che già vengono sperimentate (quelle leggere, però) in campo medico.

Medicina europea e india

Sembra una cosa da nulla, ma l’interesse e l’apertura mentale di Raimondi per la cultura indigena degli indios peruviani partì dalle piante. Lo studio della botanica appassionava da sempre l’uomo e durante i suoi viaggi si fece spiegare e insegnare l’uso di alcune piante curative, incluse le foglie di coca, prendendo appunti che col tempo divennero il primo manuale di medicina naturale della storia peruviana. Partecipò come insegnante alle lezioni sulla stessa materia presso l’Università di Lima dove fu supervisore anche alla formazione dell’orto botanico. Questo e tanto altro su questo strano personaggio si potrà scoprire alla mostra che chiuderà i battenti il 26 febbraio 2017.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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