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Meningite, bambina salvata dal vaccino

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Bebe Vio, la nostra campionessa di scherma paraolimpica, lo aveva detto in una campagna ad effetto: vaccinatevi contro la meningite, per non finire come me. Lei, infatti, ha perso gambe e braccia per le conseguenze di una meningite contratta a 11 anni e paradossalmente è stata anche fortunata perché poteva morire! Le vaccinazioni contro il meningococco sono diventate obbligatorie in Toscana, prima che altrove, dove la diffusione del contagio sta facendo numeri record (dal 2014 ininterrottamente) ma ora si stanno adottando in tutta Italia, specialmente per i bambini piccoli. E proprio grazie alla vaccinazione preventiva, una bimba di Cascina in questi giorni ha visto salva la propria vita.

Ennesimo caso di meningite

La bambina, infatti, aveva contratto la malattia alcuni giorni fa. Il ricovero in ospedale aveva accertato la diagnosi di meningite. Febbre, dolori di testa, rigidità ma tutto in forma più lieve del previsto. E questo perché la piccola era stata vaccinata all’età di 1 anno (oggi ne ha 9 ) e questo aveva preparato il suo corpo a combattere e vincere la malattia. Il vaccino non è una pozione magica, non cancella automaticamente il problema. Per alcune persone rappresenta una protezione totale, ma per altre -come questo caso- significa affrontare la malattia con più difese e vincerla. Senza il vaccino, la bimba non solo si sarebbe ammalata ma forse sarebbe morta, o ne sarebbe uscita devastata per sempre.

Un richiamo può servire

La bimba, secondo i medici, “risponde bene alle cure, è senza febbre e mostra condizioni non preoccupanti” però è stata sottoposta a profilassi tutta la sua famiglia e le persone con cui è entrata in contatto. Ci si domanda però come mai a distanza di otto anni dalla vaccinazione sia potuto capitare comunque il contagio. I medici rispondono che si tratta di casi rari, a livelli di uno su migliaia, e che soprattutto nei bambini piccoli possa capitare un allentamento dell’azione del vaccino nel lungo termine. In quei casi, il richiamo è consigliato e potrà servire per proteggere ancora meglio l’organismo dai contagi. Esistono poi alcuni casi specifici che non rispondono affatto all’azione del vaccino, ma in quelle occasioni di base ci sono disfunzioni particolari tipiche del soggetto e non attribuibili affatto al farmaco.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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