Home » Benessere » Dimmi quando nasci e ti dirò che influenza prenderai

Dimmi quando nasci e ti dirò che influenza prenderai

influenza-1

La notizia rimbalza sul web, e bisogna analizzarla per bene per essere certi che non sia la solita “bufala”. Eppure le motivazioni riportate sono scientifiche, a firma delle università americane di Tucson (Arizona) e di Los Angeles (California). A quanto pare l’anno di nascita influenza –scusate il gioco di parole!— l’influenza che prenderemo da grandi!  Secondo la rivista “Science” che pubblica la ricerca dei due atenei, in base a quando si è venuti al mondo e al virus che si è “incontrato” per primo saremmo più o meno predisposti ad ammalarci di certe malattie e non di altre. Tutto per colpa di una impronta indelebile che la prima influenza della nostra vita lascia nel DNA.

Proteina “sessantottina”

Partiamo dal dire che l’influenza, sia quella stagionale che quelle particolari (come fu l’Aviaria), deriva sempre da virus diversi. In ogni caso, per quanto siano variegati e molteplici, la maggior parte dei virus che ci colpiscono appartengono a forme standard (HA, HA blu, HA arancione) con le relative sottofamiglie. Tutti i virus hanno in comune  la proteina emoagglutinina (HA), una molecola che ha un ruolo importante nella formazione delle difese immunitarie primordiali contro l’influenza. Le ricerche americane hanno evidenziato come chi nasceva prima del 1968 aveva più dimestichezza con la famiglia virale HA blu, mentre chi è nato dopo quella data riusciva a difendersi anche contro il tipo HA arancione. Ciò significa che i nati prima del ’68 possono affrontare con meno danni anche  H1 or H2 e H5 aviaria, mentre i nati negli anni Settanta sono immunizzati contro i virus H3 e H7 aviaria.

Influenza per giovani e vecchi

La spiegazione sarebbe plausibile perché, in effetti, alcuni ceppi virali colpiscono più e meglio le persone anziane mentre altri sembrano “favorire” i più giovani. Ciò vale sia per l’influenza stagionale che per quelle più aggressive e pandemiche, come fu l’Aviaria. Proprio da questa malattia in particolare è partita la ricerca delle due università, che avevano notato stranamente come la pandemia che minacciò il mondo nel 2009 (ceppo H5N1) colpiva generalmente giovani e bambini risparmiando gli anziani. E perché la stessa malattia ma con ceppo H7N9, invece, nel 2013 aggredì le persone anziane di mezza Asia! La ricerca americana dimostra anche una grande verità, alla quale i genitori iper protettivi moderni sono disabituati: FAR AMMALARE I BAMBINI, permettere loro di uscire, di raffreddarsi, di rotolarsi nella terra e di affrontare influenze e febbre alta li aiuta a “imparare” le malattie e a rendersi immuni. Ad ogni febbre, il loro giovane apparato immunitario memorizza il nemico e se lo incontra in età adulta saprà come distruggerlo. I bambini cresciuti sotto le campane di vetro, invece, si ammaleranno continuamente.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Guarda anche

Handhold Ice Waffle with Red and Green Ice Cream

Come “svegliare” il cervello la mattina? Mangiando gelato

Dimenticate la pluri-energetica colazione britannica con uova, carne e pane. Dimenticate anche la classica europea ...

Condividi con un amico