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Come aiutare la ricerca …. vincendo a un videogame!

I primi ad essere rimasti senza parole sono loro, i ricercatori che hanno avuto questa idea illuminante. Idea giunta alla fine dell’ennesimo duro lavoro per capire l’Alzheimer, scoprire come funziona e come si trasforma, intuire come prevenirlo. Uno sforzo immane che di norma prevede anni di lavoro e che invece, con un giochino interattivo, ha dato sorprendenti risultati in meno di un mese! Il gioco si chiama “Stall Catchers” ed è nato dall’intuizione del professor Pietro Michelucci dello Human Computation Institute. Per partecipare si devono identificare i “nemici”, ovvero dei capillari ostruiti nel cervello dove il sangue non scorre più, e segnalarli al supervisore. Vince chi ne trova più di tutti. Il gioco, però, si svolge su sfondi ricavati da vere TAC del cervello di roditori malati di demenza simile all’Alzheimer umano, dunque i capillari ostruiti che la persona individuerà sono veri, non dei disegni qualsiasi!

Un videogame contro l’Alzheimer

Come sappiamo, le ostruzioni vascolari e i problemi di circolazione sono tra le prime cause della formazione di demenze e di Alzheimer in particolare, ma è talmente difficile seguire da vicino ogni singolo vaso che un ricercatore in media ci mette mesi. Grazie al “gioco” invece sono bastati 30 giorni. Ovviamente il primo esperimento ha visto, come partecipanti volontari, 300 soggetti che però avevano un minimo di competenza medica. Loro il compito di giocare, segnalare e annotare. In meno di un mese si sono registrate 96.000 annotazioni utili per la ricerca, un risultato che in laboratorio avrebbe richiesto un anno e mezzo di studio! Sebbene abbastanza istruiti, i volontari erano comunque NON specialisti, per cui i loro risultati sono stati ricontrollati da un algoritmo che tuttavia li ha confermati perfettamente, dimostrando ancora una volta la potenza del cervello umano. Anche quando gioca!

Il prossimo videogame…

La Cornell University, che sta portando avanti la supervisione a questo innovativo progetto, ha annunciato che i ricercatori completeranno presto il lavoro e che stanno studiando un secondo videogame. Entro il 2017 dovrebbe apparire online e sarà disponibile per molte più persone, rispetto al primo.  Con questo nuovo gioco si tenterà la mappatura della topologia dei vasi sanguigni, per capire gli effetti provocati delle interruzioni del flusso sanguigno individuate da «Stall Catchers». Per capire questo occorre scovare tutti i minimi collegamenti tra vasi, anche tra i più minuscoli, e come già si sa la scienza impiegherebbe troppo tempo da sola. Il futuro della cura contro l’Alzheimer quindi è nelle nostre… e nelle vostre… mani. E magari ha la forma di un joystick.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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