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Pronto Soccorso? Ecco i migliori d’Italia

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Dove andreste se poteste scegliere il Pronto Soccorso migliore? Una domanda inutile, in realtà, perché in  piena emergenza e rischio di morte è la vicinanza al luogo in cui si vive la cosa più importante. Migliore o peggiore, se avete un infarto in corso, o un’appendicite acuta, andate al Pronto Soccorso sotto casa per salvarvi. Ma le classifiche aiutano a capire, in ogni caso, come si lavora negli ospedali italiani in fatto di emergenza e la ricerca pubblicata da Agenas ha mostrato alcune novità strane e interessanti. Per valutare la validità di un Pronto Soccorso si sono tenute in considerazione tre caratteristiche: il tipo di accessi registrati (sono codici bianchi, cioè non gravi, oppure rossi, ovvero a rischio della vita?); la funzionalità del triage, ovvero della suddivisione in base alla gravità; la permanenza in attesa di ricovero. La media normale, secondo gli standard internazionali, non dovrebbe superare le 6 ore. In Italia spesso si superano le 24 ore di permanenza, a volte anche dimenticati in corridoio… e non parliamo di ospedali di provincia ma di strutture importanti e grandi della capitale, di Torino e di Milano.

Quali sono i migliori

Per decidere quale Pronto Soccorso lavora davvero bene bisogna valutare molti fatti e sotto molti punti di vista. Al di là dell’attesa, che conta sempre tanto, bisogna capire il numero di persone che entra ed esce ogni giorno e con che codice. Ovviamente se in un piccolo Pronto Soccorso di provincia entrano quasi solo “codici bianchi” i dati parlano di guarigioni assicurate e dunque la qualità sale. Ma la stessa piccola struttura come si comporterebbe con casi di persone in gravi condizioni? Viceversa, se in un Pronto Soccorso i dati parlano di molti decessi, magari è solo perché sono stati trattati più “codici rossi” e in zone periferiche di una metropoli… Insomma, è davvero raro trovare tutti i parametri giusti nel posto giusto. Per questo gli ospedali segnalati da Agenas possono andar fieri di se stessi: come il “Santobono” di Napoli, per esempio, ottima sorpresa di un Sud che funziona, dove i pazienti hanno tempi di attesa e di assistenza minori di 12 ore al Pronto Soccorso (100.000 accessi in mezza giornata)!  Bene anche il Sant’Eugenio di Roma, il Sant’Elia di Caltanissetta, Careggi di Firenze, Molinette di Torino e Borromeo di Milano.

Lo strano caso del Pronto Soccorso di Catania

Un caso un po’ curioso viene citato riguardo all’ospedale Garibaldi di Catania. Secondo i dati registrati, questo ospedale spicca tra i migliori per il trattamento dei casi di “codice rosso”, nel senso che un paziente su cinque che arriva qui in condizioni disperate viene assistito, curato e salvato in poche ore. Sebbene questo faccia onore all’ospedale catanese, Agenas si domanda come sia possibile avere tanti casi di “codice rosso” concentrati in così poco spazio e tempo e si è anche pensato a valutazioni sbagliate in eccesso. Se però le ricerche verificheranno che tutti i casi gravi erano veramente gravi, e sono stati tutti trattati prontamente, il Garibaldi ne uscirebbe sicuramente con una prestigiosa denominazione di uno dei Pronto Soccorso più efficienti del meridione.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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