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Come combattere l’anoressia con una nuova App

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Anoressia e bulimia sono disturbi alimentari legati al comportamento e alla psiche, manifestati da insicurezza e visione distorta del proprio corpo. Secondo alcuni studi potrebbero anche avere origini genetiche, quindi ereditarie, e i tentativi di prevederle e curarle sono decine. Il problema è che in ogni soggetto (femmina o maschio che sia) questo “click” cerebrale scatta per motivi di vario genere e la cosa che preoccupa più di ogni altra è che scatta sempre più presto. Ormai si ammalano di anoressia (rifiuto del cibo per ottenere un dimagrimento eccessivo) o di bulimia (mangiare per calmare la fame sul momento per poi vomitare tutto allo scopo di non assimilare il cibo) anche i bambini di 12 anni e in casi particolari si è assistito a pazienti anoressici anche a 8 anni. 

Una App per spiegare l’anoressia ai bambini

Proprio a questi soggetti più giovani e indifesi si rivolge l’idea del Centro Disturbi del Comportamento di Bergamo, che ha progettato una applicazione per cellulare che spieghi e aiuti a evitare anoressia e bulimia. E per chi invece è già intrappolato in questo buco nero, fornisce consigli utili per cercare di uscirne. La nuova App si chiama ” Sc(Hi)accia dca “ ed è disponibile sia per Apple che per Android già dal 14 novembre.  Il dramma di chi soffre di disturbi dell’alimentazione e del comportamento è la difficoltà a parlarne. Ne parlano già pochissimo le giovani donne (meno che mai i giovani uomini), ma gli adolescenti e i bambini a volte nemmeno comprendono cosa sta succedendo loro e quindi non sanno lanciare un grido di aiuto, fondamentale quando la malattia è agli inizi.

Dal cellulare al centro di cura

La App diventa così una sorta di sfogo, un consigliere che “non giudica”, ma anche un mezzo per non idealizzare il problema. Non si deve far credere a questi bambini che la malattia sia speciale, altrimenti potrebbero usarla come mezzo per attirare l’attenzione e coltivarla apposta! Invece va “smitizzata” e condannata. La App, inoltre, mette i ragazzi in contatto con medici e psichiatri facendoli loro vedere non come figure lontane e ambigue ma come amici. Insomma, un filo diretto tra giovani e adulti che riuscirà (si spera) ad aggirare la diffidenza reciproca. Per accedere alla App basta scaricarla, dare in modo ANONIMO le informazioni relative al peso, all’attività fisica e al tipo di alimentazione e poi seguire il diario che viene suggerito, condividendolo con un adulto. Lo scopo è quello di portare il ragazzino/a al centro di aiuto più vicino a casa sua così da ottenere l’assistenza prevista prima che la malattia lo alieni dalla realtà. 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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