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E-cig: si svolge a porte chiuse importante convegno delle parti

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Doveva essere fatto molto ma in realtà i risultati sono pochi rispetto alle aspettative. Si è conclusa a New Delhi, in India, la VII Conferenza delle Parti (COP7) organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma dal comunicato stampa diffuso si capisce che non tutti i punti che si erano prefissati sono stati affrontati e risolti. Si doveva parlare di sigarette elettroniche (dette anche “e-cig”) e dei loro benefici ma l’interferenza delle multinazionali del tabacco hanno fatto sì che molti eventi venissero letteralmente boicottati, ignorati. Come se ciò non bastasse, l’incapacità delle parti a trovare accordi e posizioni comuni ha reso impossibile il dialogo e i progressi.

Chiusura mentale contro le e-cig

Si legge nel comunicato conclusivo che: le Parti che non hanno ancora vietato l’importazione, la vendita e la distribuzione di tali dispositivi, sono invitate a considerarne o la proibizione o la regolamentazione come farmaci o come prodotti del tabacco”. In poche parole, le sigarette elettroniche vengono ancora additate come un pericolo e l’unica apertura mentale minima registrata è stato l’accordo su ulteriori ricerche scientifiche che le riguardino in quanto ancora si deve capire il loro effetto nel lungo termine. A parte ciò, altri punti importanti della conferenza come i test su gruppi che fanno uso di tabacco in confronto con chi usa e-cig sono stati quasi ignorati!

E-cig a porte chiuse

La mancanza di pubblico, di parti interessate, di molte aziende  e di persone comuni … favorito forse dalle campagne negative fatte nei giorni precedenti… ha fatto in modo che si discutesse di un tema così importante come le e-cig a “porte chiuse”. Ci si domanda come si fa a prendere decisioni tanto importanti se non si ascoltano altri pareri. Un risultato importante si è ottenuto, ovvero quello di riconoscere che la e-cig è una realtà in divenire che va implementata mediante regole che ne garantiscono qualità e sicurezza e si è evitata l’adozione di norme altamente penalizzanti” ha detto il coordinatore del Comitato Scientifico Internazionale per la ricerca sulla sigaretta elettronica, prof. Riccardo Polosa che può andar fiero del proprio comitato, forse uno dei pochi ad aver portato prove concrete in merito alle sigarette elettroniche. “Proprio oggi,  sono stati diffusi i risultati di una recente ricercafirmata da alcuni membri del Comitato e pubblicata sull’International Journal of Environmental Research, che dimostra come anche nel caso di pazienti ipertesi che hanno smesso grazie alla e-cig si registri una importante riduzione della pressione sanguigna” conclude il professore catanese.

 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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