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Zika, come proteggersi in futuro anche se l’allarme è rientrato

Leydiane da Silva, who's eight months pregnant, rests next to a water storage container, a potential mosquito breeding site, inside her home which stands on stilts above water, trash and sewage, in a slum in Recife, Pernambuco state, Brazil, Monday, Feb. 1, 2016. Zika is spread by the Aedes aegypti mosquito, which is well-adapted to humans, thrives in people's homes and can breed in even a bottle cap's-worth of stagnant water. While anyone can be bitten by Aedes, public health experts agree that the poor are more vulnerable because they often lack amenities that help diminish the risk, such as air conditioning and window screens. (AP Photo/Felipe Dana)
Leydiane da Silva, who's eight months pregnant, rests next to a water storage container, a potential mosquito breeding site, inside her home which stands on stilts above water, trash and sewage, in a slum in Recife, Pernambuco state, Brazil, Monday, Feb. 1, 2016. Zika is spread by the Aedes aegypti mosquito, which is well-adapted to humans, thrives in people's homes and can breed in even a bottle cap's-worth of stagnant water. While anyone can be bitten by Aedes, public health experts agree that the poor are more vulnerable because they often lack amenities that help diminish the risk, such as air conditioning and window screens. (AP Photo/Felipe Dana)

A 9 mesi esatti dall’allarme mondiale che aveva messo ansia perfino nel mondo sportivo, dato che l’epidemia si diffondeva nel Brasile delle Olimpiadi, rientra ufficialmente il pericolo Zika. Parola della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che non evidenzia più rischi degni di nota e definisce l’epidemia di virus Zika ormai estinta. Ma attenzione! Estinta per adesso … l’attenzione tuttavia non deve spegnersi per il futuro, in quanto le zanzare infette continueranno a esistere e i viaggi intercontinentali a trasportare il contagio nel mondo. L’epidemia diffusa da questo virus tropicale era cominciata in Brasile la scorsa primavera, quando un numero eccessivo di nascite di bimbi malformati aveva fatto scattare l’allerta. Le analisi avevano poi confermato l’azione negativa di Zika sulle gravidanze che avevano dato vita a questi bambini malati.

Zika, un pericolo per grandi e piccoli

Le malformazioni riscontrate nei bambini erano la microcefalia, ritardi mentali di diverso tipo e alcune complicanze che portavano alla morte in culla. Si è subito capito che l’epidemia viaggiava non solo con le punture di zanzara ma anche per via sessuale, tra persona infetta e persona sana, e se il contatto sessuale avveniva con donne già incinte (anche di poche settimane) si potevano verificare alterazioni e malformazioni. Il dubbio della ricerca è -però- che anche negli adulti contagiati si potessero sviluppare malattie gravi negli anni, anche dopo essere guariti dal contagio, come la demenza o l’Alzheimer, o le meningiti ed encefaliti croniche. Queste ultime teorie sono ancora da verificare, ma nel dubbio è bene considerare Zika un pericolo per tutti.

Evitare l’errore fatto con ebola

Sono 30 in tutti le nazioni dove il virus Zika si è diffuso da marzo 2016 ad oggi. In Brasile e Venezuela ci sono stati anche decessi in persone adulte contagiate, mentre in Italia i casi accertati sono stati in tutto quattro (nove in tutta Europa) e quasi sempre si trattava di persone di rientro da viaggi in Sud America. L’errore da evitare, per il futuro, è quello di sottovalutare la malattia come è stato fatto con ebola in Africa. Come proteggersi da Zika, anche in “tempo di pace”? Non ci sono ancora vaccini, quindi evitate di entrare in contatto con i Paesi a rischio (Brasile, Venezuela, Colombia), oppure se siete costretti proteggetevi dalle zanzare con repellenti e abiti a manica lunga. Se siete stati in questi Paesi e avete il sospetto di essere entrati in contatto con le zanzare evitate i rapporti sessuali finché non avrete la certezza di star bene. Se avete febbre o disturbi respiratori segnalate al medico il vostro viaggio in Sud America per fare i dovuti accertamenti.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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