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Meningite, due decessi in Toscana: ecco come difendersi

Due morti in poche ore, in Toscana, regione ormai martoriata da una lunga epidemia di meningite che dura da oltre un anno. Per fortuna, grazie alla prevenzione e ai vaccini, i decessi sono sicuramente molti meno rispetto ai contagi registrati ma rimane il mistero di un territorio dove pare che questa malattia abbia campo libero più che altrove in Italia. Ieri è morta nell’arco di 4 ore una donna di 45 anni, giunta cosciente in ospedale ma aggravatasi nel giro di pochissimo. Stamattina, invece, il decesso di una insegnante di 65 anni che aveva avuto la meningite un mese fa ma ancora combatteva contro le complicazioni. Come ci si difende da questa malattia, causata da batteri diversi, tra cui il temibile meningococco C?

I vaccini anti meningite: ci sono ma nessuno li fa

Di base, la meningite è una infiammazione. Ma un’infiammazione che riguarda il cervello, le membrane che lo avvolgono (dette meningi). Si può prendere o per via virale, molto contagiosa ma benigna, oppure per via batterica, molto aggressiva e spesso mortale. Contro la meningite batterica da meningococco esiste non uno ma diversi vaccini, tutti efficaci e tutti facilmente reperibili. Il problema è che la gente non li richiede, perchè “ha paura”. Una paura infondata, come ha detto la campionessa di scherma paraolimpica Beatrice Vio, che perse le gambe e le braccia proprio per le complicazioni di una meningite contratta a 11 anni. Eppure il vaccino è ad oggi la prima arma di difesa, se vogliamo evitare drammi e morti premature: è obbligatorio per tutti i bambini, dato che la meningite si trasmette più facilmente nell’infanzia, ed è consigliato per gli adulti, e se ci si vaccina una volta si è protetti per sempre. Ogni tanto può capitare (come la scorsa settimana, sempre in Toscana) che un soggetto vaccinato contragga ugualmente la malattia. Si tratta di casi rarissimi e che tuttavia, una volta ammalati, non muoiono.

Come difendersi, al di là del vaccino

Il vaccino rimane l’unica nostra salvezza, ma anche il tempismo dei medici è importante. E a volte, per distinguere la meningite da una banale influenza occorre tempo, per questo si invita la gente a informarsi e a conoscere BENE i sintomi della malattia: tre giorni di incubazione, febbre molto alta, mal di testa con vomito, e soprattutto (il primo indizio) una forte rigidità dei muscoli del collo e della nuca. Se presa per tempo, la meningite si cura con forti dosi di antibiotico e con forti dosi di antibiotico si curano anche le persone venuta a contatto col soggetto malato, dato che la malattia si strasmette anche col solo respiro. Ogni anno in Italia si ammalano di meningite 1000 persone, nel solo 2015 si sono avuti circa 1000 casi con 10 morti.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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