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Niente medico per i nostri figli adolescenti. Ecco perché.

Niente medico per i nostri figli, lo dice una ricerca ISTAT condotta nel 2015 che ha verificato come in Italia almeno 300.000 persone tra i 15 e i 18 anni non conoscano nemmeno i disturbi di cui soffrono, perché smettono improvvisamente di curare la propria salute. Si tratta di quei soggetti che -finché per obbligo di legge erano seguiti da un pediatra- stavano sempre sotto controllo ma una volta divenuti adolescenti non continuano le visite. Passata l’età pediatrica, il ragazzo deve rientrare tra i pazienti del medico di famiglia e dovrebbe (deve!) continuare a essere seguito, ma ciò non avviene e la cosa è grave se si considera che 229.000 soffrono di allergie senza saperlo, 24.000 soffrono di disturbi nervosi e quasi tutti sono a rischio di malattie croniche di ogni tipo.  Il quadro è addirittura parziale, perché si esclude dal calcolo l’ignoranza sulle malattie contagiose e su quelle sessualmente trasmissibili!

Perché gli adolescenti non vanno dal medico

Forse per mancanza di tempo e di denaro, forse per la convinzione che hanno molti genitori che “il ragazzo sta bene, mangia, quindi non è malato” le visite mediche in famiglia si riservano solo a chi ha un sintomo particolare, agli anziani o ai bambini, lasciando da parte i giovanissimi che invece covano diversi focolai di malattia. Ma uno dei motivi è anche l’imbarazzo di un adolescente che in piena pubertà deve ancora andare dallo stesso medico del fratellino di 8 anni, fino alla maggiore età. Esistono vaccinazioni (come quella anti tetano) che vanno rifatte dopo cinque o dieci anni, ma che i genitori “dimenticano” appena il figlio esce dall’ala protettiva del pediatra. Esistono forme allergiche e anche forme tumorali che insorgono proprio in adolescenza, ma evitando i medici si evitano anche i dovuti controlli. E ovviamente ci sono le malattie sessuali, e i disturbi nervosi come la depressione e l’ansia, spesso liquidati come “problemi adolescenziali”. Per questo  la  la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza propone i “Voucher della Salute”, ovvero dei biglietti per visite prepagate riservati ai giovani dai 14 ai 22 anni. 

Educarli alla salute

I “Voucher” avrebbero durata diversa, da 6 mesi a 3 anni, a seconda del problema e dei controlli ma anche degli enti che li usano, darebbero ai ragazzi la possibilità di essere visitati dal pediatra in orari particolari (non insieme ai fratellini piccoli!) e li aiuterebbero  a spendere parte delle proprie ore durante l’anno per lo meno a parlare con un dottore e a capire il proprio corpo. Un lavoro, questo, che dovrebbero in minima parte fare i genitori ma che va comunque completato da un esperto. Bisogna educare i ragazzi alla prevenzione. E’ vero che a 16 anni non si può passare la vita a fare controlli, analisi e test medici altrimenti si diventerebbe ipocondriaci! Ma per lo meno sapere che malattie ci sono in giro, quali sono le età giuste per fare i controlli, come riconoscere certi sintomi, come evitarle e così via.  “Serve un’educazione alla salute e alla prevenzione primaria che va fatta sui soggetti sani per poter incidere positivamente sugli stili di vita prima che i ragazzi prendano quelle cattive abitudini, come il fumo o l’alcol, che poi li accompagneranno da adulti con inevitabili conseguenze sulla salute”, dicono i medici che puntano il dito contro Ministero dell’Istruzione e Ministero della Salute, invitandoli a colmare questa grave lacuna sanitaria.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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