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“Niente vaccino, niente asilo”. Entra in vigore la legge in Emilia Romagna

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Uno dei cambiamenti che potrebbe entrare in vigore col famoso referendum del 4 dicembre è quello di accentrare su Roma tutte le decisioni in materia di sanità che oggi sono in mano alle singole regioni. Infatti suona un po’ strano che alcune leggi sui vaccini vengano applicate da alcuni territori e non da altri, perché se un vaccino protegge e difende l’intera popolazione dovrebbe essere di fatto una scelta affidata allo stato centrale e non alle singole regioni. L’Emilia Romagna, come la Toscana, ha legiferato autonomamente relativamente alle cure sanitarie dei più piccoli. E se la Toscana ha imposto a tutti il vaccino anti meningite, data la grave epidemia che circola per la regione da 18 mesi, l’Emilia Romagna ha imposto una serie di vaccini ai bambini del proprio territorio. In caso di mancata vaccinazione, niente iscrizione all’asilo e niente carriera scolastica.

Tutti all’asilo dopo il vaccino

La maggior parte delle malattie vengono diffuse tra la popolazione proprio dai bambini, che nelle scuole dell’infanzia e alle elementari se le trasmettono continuamente. Alcune vaccinazioni proteggono contro le malattie esantematiche come il morbillo o la varicella, altre proteggono contro malattie che possono manifestarsi nel tempo, e poi c’è il vaccino anti influenzale. L’Emilia Romagna obbliga i genitori a vaccinare i bimbi contro poliomielite, difterite, tetano e epatite B, che poi sono le vaccinazioni veramente obbligatorie in Italia. Le altre sono fortemente consigliate. Solo dopo aver provato di aver fatto almeno le prime quattro i bambini potranno frequentare le scuole, a partire dalle materne. In Regione il voto è stato approvato senza alcun problema, e perfino il “no” del Movimento 5 Stelle è stato motivato più dalle modalità che dal contenuto in sé: “Siamo contrari alla costrizione, non al vaccino” hanno specificato i rappresentanti.

Emilia Romagna, regione virtuosa sui vaccini

La gente però, salvo qualche focolaio di polemica, sembra aver accolto senza problemi la decisione. L’Emilia Romagna, in effetti, è una delle regioni italiane che ha sempre vaccinato. Le percentuali degli scorsi anni parlano di un 95,8% di vaccinazioni ad  Imola,  95,6% a  Parma e Piacenza, del 93% a Bologna  e Forlì e un 87% di Rimini. Dati molto alti rispetto alla media nazionale. In fondo, questa è anche la regione che eccelle nelle strutture scolastiche e nei metodi educativi, quindi anche l’educazione alla salute e al vaccino è ai primi posti. I rischi legati a complicanze da vaccino sono rarissimi, si parla di un caso su milioni. Certamente possono capitare, ma proprio per questo i vaccini si fanno nelle strutture mediche adeguate, dove comunque l’assistenza immediata fuga ogni pericolo e dona tranquillità ai genitori.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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