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Morti casuali o omicidi? In provincia di Varese, sospetti su un medico

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Cinque pazienti morti in poco tempo, tutti anziani e già malati, tutti nello stesso reparto dell’ospedale di Saronno (Varese). Un enorme caso di malasanità, una casualità incredibile oppure, come sospetta la procura, una serie di omicidi senza alcun senso se non quello -terribile!- di coprire un unico crimine? Il sospetto ricade pesantemente su un medico, l’anestesista Leonardo Cazzaniga (60 anni) che avrebbe architettato tutto insieme alla propria amante, l’infermiera Laura Taroni, in servizio fino a pochi mesi fa a Saronno ma oggi a lavoro presso altre strutture. Uno degli uomini morti sarebbe infatti il marito della donna, del quale si sarebbero voluti “liberare” i due amanti.

Decessi sospetti nell’arco di tre anni

Le morti dei pazienti di Saronno sarebbero avvenute in un arco di tempo “insospettabile”, ovvero tra il 2013 e il 2016. Come a dire, eventi casuali capitati a vecchietti già molto malati. Ma qualcosa non torna nel calcolo e su questo punta la procura. I sospetti sono aumentati quando si è venuti a conoscenza di alcune intercettazioni avvenute tra il medico e l’infermiera, dove certe frasi spaventose (“sono l’angelo della morte”, “se i bambini sono un problema li eliminiamo”… ) hanno fatto pensare a un piano criminoso appositamente messo in piedi dai due.  L’anestesista, che si autodefiniva “un dio”, aveva un suo “trattamento per malati terminali” che prevedeva in successione l’iniezione di diversi farmaci come: clorpromazina, midazolam, morfina, propofol e promazina. Il tutto però, nel tempo, causa una lenta morte per avvelenamento.

Un anno di indagini

Le indagini vanno avanti dall’autunno del 2015 ma solo ora si è raccolto tutto il materiale necessario per procedere all’arresto. Purtroppo non si sono potuti evitare gli ultimi decessi, ma solo così si sono ottenute le prove che inchioderebbero i due amanti, che tuttavia non hanno agito da soli. Sono infatti sotto indagine almeno 10 persone, sebbene con accuse più leggere (mancato controllo, documenti nascosti ecc.). L’accusa che aspetta Cazzaniga e Taroni, invece, è pesante come un macigno. Secondo gli investigatori, infatti, i due avevano intenzione di uccidere il marito della donna ma per evitare sospetti lo hanno fatto “rientrare” in una serie di morti “accidentali”, causate però apposta per rendere la storia più credibile. I carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luca Labianca nella mattinata di martedì 29 novembre.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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