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Oggi è la Giornata Mondiale contro l’AIDS: perchè è importante ricordarlo

Perchè è ancora necessario fare una Giornata Mondiale contro l’AIDS come quella che si celebra oggi su tutto il pianeta? Non era una malattia “sorpassata”, sotto controllo, che ormai non uccide più nessuno? Sono proprio queste le informazioni sbagliate contro cui si deve lottare, quelle informazioni assurde che invece stanno favorendo l’aumento del contagio nel mondo. Quando l’AIDS esplose, a metà degli anni Ottanta, fu trattato come la peste. Si isolavano i malati, si aveva paura anche a stringere una mano… si pensò che fosse “roba da omosessuali”, si capì in seguito che riguardava tutti. Si moriva, negli anni Ottanta, di AIDS al punto che fu chiamato il “male oscuro del XX secolo”. Poi la ricerca, le prime cure, le prime informazioni utili. Si capì che la malattia  si poteva tenere sotto controllo anche per anni … e con i dovuti accorgimenti si evitava il contagio. Si diffuse l’uso di preservativi (i condom di lattice, unici efficaci, non la pillola o il diaframma), si diffuse la cultura della prevenzione. Ma con il tempo tutto questo si è perduto.

L’AIDS uccide ancora

Non si sa per quale ragione, le nuove generazioni sono cresciute con l’idea -folle!- che l’AIDS non sia una malattia mortale, anzi, negli Stati Uniti esistono alcune “correnti di pensiero” pericolosissime secondo le quali il “vero amore” consiste nel condividere il contagio con l’amato ammalato! I preservativi non vengono più usati e il fatto che i sieropositivi vivano anche 30 anni dopo il contagio ha fatto sminuire la pericolosità del virus Hiv agli occhi dei giovani. Purtroppo non è vero, l’AIDS uccide ancora. Il virus Hiv entra nel corpo umano e da allora comincia una vera e propria mutazione continua. Cambia faccia in continuazione al punto che nessuna cura riesce ad ucciderlo, ma solo a bloccarlo temporaneamente. Le persone che si ammalano magari manifestano i sintomi dopo alcuni anni, ma comunque non possono sfuggire al loro destino e che sia nel giro di cinque, dieci o trenta anni… alla fine l’AIDS uccide. Si muore di meno perché si muore più tardi e perché ancora le generazioni Anni Ottanta che evitarono il contagio sono vive, ma oggi ci si contagia di più. E questi nuovi malati non è detto che vivranno tanto a lungo.

AIDS in Italia

Nel nostro Paese, fanno paura i dati dell’Istituto Superiore della Sanità che rivelano 3444 nuovi contagi ogni anno, soltanto nel nostro piccolo territorio nazionale. Immaginiamo in Paesi grandi come gli USA o il Canada…  L’Italia si colloca tragicamente al 13° posto in Europa per malati di AIDS, e di questi l’85% si ammala per via di rapporti sessuali NON protetti. La maggior parte delle diagnosi sono tardive, quindi le possibilità che queste persone abbiano infettato i partner negli anni sono altissime. La giornata di oggi vuole ancora ricordare che: l’AIDS si trasmette per contatto con il sangue e con lo sperma, per cui attenzione alle trasfusioni, alle ferite e ai rapporti sessuali. Si può fare sesso, ma preferibilmente NON con gli sconosciuti e soprattutto usando il condom (le donne lo PRETENDANO!) . Chi avesse avuto partner occasionali, per mettersi al sicuro dal contagio o per sapere se lo ha contratto, può fare semplicemente un prelievo del sangue e verificare. Per ulteriori informazioni, chiamate l’apposito numero messo a disposizione dal Ministero della Salute: 800-861.061.  

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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