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Diciassette italiani premiati per la ricerca

Per chi dedica la vita alla scienza, la platea del Croi Icar Awards è come quella degli Oscar del cinema… un’emozione unica al mondo. Questo prestigioso premio che si consegna a Seattle (USA) riconosce l’impegno e i risultati della ricerca e in particolare della ricerca emergente. Per questo sapere che ben 17 giovani scienziati italiani hanno ricevuto  riconoscimenti di prestigio su quel palco ci riempie di orgoglio. Tutti minori di 40 anni, molte le donne (sono 11) i loro lavori sono stati tutti apprezzati.

Diciotto ricerche su ventisette sono di giovani

I lavori italiani presentati al premio erano 27, e di questi almeno 18 elaborati da ricercatori giovanissimi che per arrivare fin qui non hanno impegnato soltanto ore di studio e lavoro ma anche ricerca dei fondi necessari, ricerca di un “mentore” ovvero di qualcuno che credesse nel loro lavoro fino in fondo… una fatica che purtroppo nel nostro Paese diventa doppia. I lavori affrontano tematiche molto varie, dall’Hiv alle malattie che sono conseguenza dell’Hiv, dal “super-raffreddore” ai vaccini alle broncopolmoniti da fumatore rilevate nei non fumatori…  La maggior parte dei lavori concernono i virus e le modalità per vincerli, e per molte malattie moderne ciò significa una speranza di vita per il futuro.

Giovani e agguerriti, da nord a sud

Nel ristretto campione di questi giovani ricercatori si rispecchia il Paese Italia. Pochi i meridionali, segno che ancora la vita da ricercatore da Napoli in giù è difficile e anonima, mentre più lanciata è quella degli scienziati del centro-nord. Molte di più le donne, anche questo specchio dei tempi attuali in cui le ragazze si impegnano come e più dei compagni e trovano più porte aperte rispetto a prima. Ecco i nomi dei ragazzi che ci stanno facendo sognare e che -speriamo!- possano realizzare i loro progetti in Italia e non tra le fila di università straniere che sanno valorizzarli al meglio, come invece dovremmo fare noi qui a casa. Otto ricercatori di Milano (Giuseppe Ancona, Francesca Bai, Elvira Stefania Cannizzo ed Esther Merlini dell’ospedale universitario San Paolo;Giorgio Bozzi e Francesco Simonetti dell’ospedale universitario Sacco,Michela Masetti e Chiara Resnati, dell’università di Milano), due dell’Università di Torino (Andrea Calcagno e Mattia Trunfio), quattro di Roma (Elisa Biliotti della Sapienza, Valeria Cento di Tor Vergata, Ilaria Mastrorosa e Carmela Pinetti dello Spallanzani), due di Napoli (Lorenzo Onorato e Caterina Sagnelli della Seconda università), una del policlinico universitario di Modena, Antonella Santoro.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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