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Cuore: intervento unico al mondo a Bari

Un intervento “unico al mondo”, ma non nel senso che sia stato fatto per la prima volta quanto perché si è usata una tecnica nuovissima, usata ancora poche volte e davvero poco conosciuta. Sono stati davvero bravi i chirurghi dell’ospedale Santa Maria di Bari, tentando questo metodo su un giovane paziente di 29 anni molto sfortunato. Il ragazzo, infatti, dopo aver combattuto numerosi infezioni batteriche ha subito la parziale rottura del ventricolo sinistro, un danno molto grave al cuore che poteva ucciderlo in poco tempo. Si doveva intervenire in fretta e con una tecnica sicura. Nonostante i pochi tentativi nel mondo, i risultati di questo nuovo metodo erano rassicuranti, così si è proceduto.

Dentro il cuore senza tagli

Tramite l’inserimento via arteria femorale, non è stato nemmeno necessario aprire il petto. Il paziente era in anestesia generale più per comodità dei medici (evitare movimenti improvvisi) che per la gravità della situazione, e dall’esterno è stato guidato un dispositivo a forma di minuscolo ombrello fin dentro il cuore battente. Una volta ancorato alla parete sana del ventricolo, l’ombrellino si è aperto e ha aderito alla lacerazione chiudendola. Sulla sua superficie verrà man mano ricostruito il tessuto cardiaco grazie alla cicatrizzazione degli stessi globuli e il danno riparato. In tutto questo, il paziente non si è reso conto di nulla. Dovrà recuperare un paio di giorni di “sbornia” da anestesia ma a parte questo nessun altro problema fisico. Certamente occorre riposo per evitare di rovinare l’attento lavoro dei medici.

Un grande lavoro di squadra

Il team operatorio del dottor Alfredo Marchese ha dunque tentato un passo importante, un intervento che -proprio in quanto nuovo nel suo genere- comportava non pochi rischi. C’è voluto un gran sangue freddo, una ottima cooperazione e tutta la competenza di tanti professionisti della sala operatoria per portare tutto a termine senza perdere il paziente. Una tecnica, questa “dell’ombrellino” cardiaco, che potrebbe essere usata, in futuro, anche per riparare altre lesioni interne su altri organi. Si tratta di aspettare che venga messa a punto ancora meglio di così e che altri medici coraggiosi provino ad usarla.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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