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Ieri, il mondo “in blu” per l’autismo

Ieri, 2 aprile, il mondo ha ricordato il fenomeno dell’autismo colorando di blu i più grandi monumenti di ogni nazione. Una giornata che non serve a raccogliere fondi o a informarsi su cure che ancora non ci sono ma a prendere consapevolezza. Si chiama infatti Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, e serve a far capire. Non solo a far capire ai familiari di persone autistiche ma anche a noi “sani e fortunati” cosa significa questa realtà, tra l’altro in aumento, senza che la scienza sappia capire il perché.

I vaccini non c’entrano nulla

Ingiustamente accusati di essere la causa dell’autismo, i vaccini sono stati del tutto scagionati. Man mano che la ricerca va avanti si capisce che l’autismo, oltre ad avere chiari segni di trasmissione genetica, ha molteplici forme. Si va da un autismo leggero (come alcune forme della Sindrome di Asperger) che consente alle persone di condurre anche una vita “sociale”, all’autismo grave come quello ben descritto in “Rainman”, film antesignano del disturbo oggi più diffuso. L’autismo, inoltre, non riguarda solo i bambini ma anche un gran numero di adulti, il 90% dei quali non può mantenersi e vive prevalentemente con i genitori.

L’autismo in cifre

Parlando solo dell’Italia, l’autismo colpisce  tra le 300.000 e le 500.000 persone, ma l’assistenza si occupa soltanto dei bambini lasciando adolescenti e adulti alle cure di familiari che davvero non possono gestirli da soli. Inoltre, l’inserimento nella società è reso difficile dal rifiuto categorico del malato stesso di confrontarsi con altri esseri umani, sebbene alcuni progressi siano stati fatti nel tempo. Di tutti questi soggetti, adulti e minori, un 10% sono casi gravissimi che non possono essere aiutati da una madre anziana o da maestre che devono gestire nella stessa classe altri 24 bambini sani e vivaci. Per questo il sostegno deve essere fatto seriamente e non soltanto “per avere un posto di lavoro”, nelle aule.  C’è poi l’altro lato della medaglia: gli eccessi in opposto. Oggigiorno qualsiasi bambino più timido del normale o più aggressivo del normale viene definito autistico da diagnosi sbrigative e catapultato a forza in una dimensione che non è la sua, e magari per aiutare chi autistico non è si toglie assistenza ai veri autistici.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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