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Bullismo: ecco quel che resta … da adulti

Bullismo non è più una parola nuova, ormai. Sappiamo tutti cosa si cela dietro, sappiamo cosa comporta, temiamo di sentirla legata ai nostri figli. Ma il bullismo esiste anche sul posto di lavoro con un altro termine (“mobbing”) e conosce diverse forme, diverse versioni. Il bullo autentico è la persona sicura di sé, che ama comandare e che ama minacciare, leggere la paura nel viso degli altri; il bullo-vittima, ovvero un ragazzo vessato e umiliato che si “vendica” umiliando a sua volta gli altri; il cyberbullo, ovvero quei soggetti che magari faccia a faccia non sanno nemmeno guardarti negli occhi ma sul web possono demolirti con due parole. E infine loro… le vittime.

Blocco della crescita

L’azione di questi “bulli” sulle cosiddette “vittime”, cioè su chi non sa difendersi sono pesantissime. Non si esaurisce sul momento, non guarisce insieme ai graffi e non si dimentica. La scienza che studia le conseguenze nel tempo del bullismo è appena agli inizi. Una delle conseguenze più pesanti è la riduzione delle risposte ormonali, ovvero un autentico “blocco della crescita” che si riscontra in alcuni soggetti umiliati per anni. Oltre a questo, però, anche la compromissione dei processi di socializzazione, che crea adulti disadattati, e la compromissione della salute fisica con problemi cardiaci e mentali derivanti dallo stress e dalla rabbia repressa.

Curare vittime e bulli

Curare le vittime e seguirle nel tempo è importante ed è ruolo di molti psicologi. Non si deve mai pensare che “col tempo passa”, perché a volte col tempo tutto si accentua. Occorre imparare ad ascoltare questi ragazzi segnati, coinvolgere insegnanti e genitori nell’immediato, psicologi o psicanalisti nel lungo termine. Ma occorre anche, e soprattutto, “lavorare” sui bulli. Solo intervenendo sulla loro rabbia e aggressività, facendo loro capire quanto sia sbagliato il comportamento, si può fermare questo fenomeno che spesso si avvia per insicurezza di fondo proprio nel ragazzo che sembra il leader. Ma soprattutto, in entrambi i casi, mai minimizzare la cosa.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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