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Celiachia, ecco il ruolo di un virus

Se la celiachia -l’intolleranza grave al glutine- non fosse solo un problema autoimmune, una infiammazione legata a una sostanza? Se ci fosse dietro l’azione di un virus ben preciso? E’ la domanda alla quale hanno cercato di rispondere l’Università di Chicago e la School of Medicine dell’Università di Pittsburgh, negli Stati Uniti. I risultati darebbero adito a queste teorie e potrebbero far ipotizzare perfino un vaccino per risolvere la malattia.

Si pensa a un vaccino

Da esperimenti  condotti sui topi, in laboratorio, si è visto che l’azione di uno specifico virus, detto REOVIRUS, porta alla diminuzione drastica della tolleranza al glutine scatenando immediatamente la reazione infiammatoria del corpo, e quindi la malattia vera e propria. Una volta capito come funziona il meccanismo, invece di agire con le cure sui sintomi si potrà agire direttamente sull’ “interruttore” che accende tutto il processo, e fermarlo.  Altri studi hanno evidenziato come il corpo dei celiaci reagisca producendo in eccesso gli anticorpi contro il REOVIRUS i quali, non trovando abbastanza “nemici” da distruggere, attaccano il corpo sano scatenando appunto le reazioni. Dato che nei celiaci è stata anche trovata in dosi eccessive la molecola IRF1, che si trova specialmente nella bocca e che è anch’essa causa di intolleranza al glutine, si sta lavorando anche sull’ipotesi che tutto possa scatenarsi già durante lo svezzamento dei bambini. Se anche questi studi porteranno i risultati sperati, si potrà cominciare a mettere a punto un vaccino risolutore per un problema che riguarda ormai quasi tutto il mondo occidentale. In Italia, in particolare, quasi tutto il centro-nord a dimostrazione che, comunque, anche le condizioni inquinate di aria e acqua possono favorire l’avanzamento della malattia.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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