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Fibrosi cistica: una nuova cura potrebbe fermarla

La fibrosi cistica è una “malattia dell’infanzia” solo perché chi ce l’ha raramente arriva a compiere 40 anni! Una malattia che si sviluppa nei polmoni e che li rende quasi del tutto inutilizzabili condannando le persone a un inferno che dura fino a quando le condizioni non si aggravano definitivamente. Tante le cure, le ricerche tentate e accantonate… forse adesso ci siamo. Un “forse” gigante perché siamo ancora in fase sperimentale anche se i primi risultati sono più che positivi. Parliamo di una nuova cura, a base di  timosina alfa 1, un potente immunomodulante già noto ma mai usato contro la fibrosi.

La nuova cura

Se ne sta discutendo in Europa e negli Stati Uniti perché il riutilizzo di questa molecola per i sintomi della fibrosi cistica potrebbe rivelarsi la cura che tutti aspettavano da tempo. Agirebbe infatti direttamente sul difetto genetico riducendo allo stesso tempo l’infiammazione. L’anomalia genetica di chi ha la fibrosi cistica risiede nel fatto che le sostanze liquide che passano dai polmoni diventano vischiose ed è questa mucosa rigida a bloccarne la funzione. Le terapie in uso adesso agiscono solo sui sintomi, questa nuova invece va ad attaccare e risolvere il problema genetico vero e proprio.  La timosina alfa 1, infatti, sarebbe in grado di correggere le alterazioni presenti nei tessuti del bronchi grazie alla maturazione della proteina Cftr rendendola stabile. In questo modo si ferma in blocco l’infiammazione data dalle mucose. La proteina è in commercio ovunque già dal 1979, per cui non si deve fare altro lavoro per ricavarla, solo studiare il metodo migliore per trasformarla in un farmaco specifico per la fibrosi cistica e poi sperimentare sull’uomo i suoi vantaggi. Che si prevede siano molti.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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