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Ancora casi di meningite: ricordiamo come si cura

Mentre migliora la giovane studentessa di Avellino, ricoverata una settimana fa in coma per un attacco di meningite, si leggono ancora casi su casi: il rugbysta inglese morto due giorni fa, mentre era in trasferta in Italia, il quarantenne oggi in fin di vita in Liguria, un altro caso sospetto in Sardegna… sembra non finire mai. In realtà è una malattia che colpisce ogni anno ma che non ci aveva mai impressionato tanto. Sarà che ora ci sono i vaccini e i mezzi per capirla per tempo, per cui le notizie ci bombardano per informarci.

Conoscere la meningite

Per capire la meningite e riconoscerla in tempo bisogna memorizzarne le caratteristiche. Si tratta di una infiammazione delle membrane protettive del cervello che comporta il rigonfiamento del cervello stesso da cui a volte anche il coma o la morte. La meningite è contagiosa solo in una delle sue numerose forme, in quel caso si trasmette con il respiro e ha una incubazione di circa 7 giorni. Si può manifestare come una infezione delle vie respiratorie con conseguenze però alla testa. I sintomi più comuni sono: dolore forte alla testa, vomito continuo, febbre e soprattutto rigidità del collo. La cura è ospedaliera e si risolve, se presa per tempo, in terapia intensiva. Ma oggi esistono anche i vaccini, a disposizione per tutta la popolazione. C’è da dire che il vaccino non allontana il rischio di ammalarsi e che non tutti sono sensibili al suo effetto, ma in media le persone vaccinate non muoiono e non riportano danni gravi permanenti. I vaccini anti meningite possono avere effetti collaterali ( pelle rossa e gonfia, e dolore nel punto l’iniezione, ogni tanto febbre e nausea) ma poi coprono la persona per almeno cinque anni. In caso di meningite accertata è importante fare la profilassi degli ambienti e delle persone che hanno avuto contatti con la persona malata. Raramente si è verificato che la malattia si sia diffusa a macchia d’olio tra le conoscenze o le parentele di un malato.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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