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Il 28 aprile si celebrano la Sicurezza e la Salute sul Lavoro

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Si celebra dopodomani, venerdì 28 aprile, la giornata mondiale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro. Un evento che ogni anno ci ricorda i rischi che corriamo, spesso per colpa nostra, se non ci proteggiamo sul lavoro. Voluta dalla Organizzazione Internazionale del Lavoro, la giornata intende raccogliere testimonianze e idee, prevenire infortuni, fare il punto sulle malattie professionali e ovviamente informare a oltranza. Ci sono rischi che si possono evitare, ci sono lavori che prevedono protezioni … la domanda è: perché ci si pensa sempre quando è tardi?

E domani è il giorno della memoria

In preparazione alla giornata di venerdì, domani si tiene ovunque il Worker’s Memorial Day, un giorno per ricordare chi ha perso la vita a causa dei rischi sul lavoro. Possono essere operai, poliziotti, ma anche contadini, meccanici, elettricisti … Perfino i liberi professionisti e gli impiegati possono correre seri rischi che tolgono loro la vita, basti pensare alle conseguenze del troppo stress. Aver cura della propria salute a partire dal posto di lavoro è un obbligo per tutti. La vigilia della giornata mondiale si tireranno anche le somme di tutto quello che è stato fatto finora per proteggere i lavoratori, mentre nel giorno proprio dell’evento si penserà anche al futuro.

In Italia mancano le strategie

L’Italia, tristemente, è l’unico Paese in Europa a non aver ancora adottato una strategia nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro, a non avere un percorso preventivo utile e non avere accordi tra politici e sindacati a riguardo… nonostante tutti parlino sempre tanto di sicurezza sul lavoro. Ricordiamo che la “sicurezza” non è solo la corda che regge l’operaio ma anche l’esporre o meno un lavoratore a fumi tossici, a sostanze chimiche, a condizioni di lavoro che possono nuocere agli occhi o alla testa. Si cercherà proprio nella giornata di venerdì di favorire la comunicazione tra le parti che spesso nemmeno si incontrano… ma qui dovranno farlo. E’ vergognoso, per dirne una, che i medici italiani siano stati costretti dall’Europa a fare dei turni di riposo… doverosi e utili per garantire la lucidità mentale di un chirurgo… e che l’Italia non li avesse mai previsti in così tanti anni (o secoli!) di esistenza della professione!

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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