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Milano e AIDS, un allarme sempre più serio

La “capitale dell’AIDS” in Italia è Milano. In un’era in cui la malattia doveva essere già sconfitta, la ripresa è più agguerrita che mai e nonostante tutte le informazioni e le precauzioni il contagio viaggia ormai in diverse direzioni. Un tempo era creduta la “peste degli omosessuali”, in quanto si pensava fosse limitata ai rapporti sessuali non protetti tra quelle persone. Ma poi, sappiamo bene, si sono rivelate tutte le fonti e oggi tutti conoscono il rischio AIDS anche tra etero, anche tra coniugi sposatissimi, tra drogati e non drogati.

Milano: sesso, droga e AIDS

Una indagine condotta dall’ASL – Università San Paolo di Milano ha stilato alcune classifiche: il contagio ormai viaggia quasi solo sul canale del rapporto sessuale non protetto, coinvolge più uomini che donne, più uomini omosessuali che etero. più giovani che adulti. Ovviamente riguarda ancora moltissimo le persone che fanno uso di droghe, soprattutto chi usa siringhe o chi “si fa” in parchi sudici o angoli di periferia degradati. Ma non risparmia nemmeno i ricchi eleganti e puliti! Milano, poi, è divenuta un’attrattiva del “chemsex” , ovvero di chi va in cerca di sballo e sesso facile toccata e fuga. Si arriva in città, si fa tutto con tutti e poi si riparte. Due giorni di divertimento e in regalo… una malattia lunga 30 anni!

Eppure la prevenzione esiste

E che non si dica che “non si sapeva”! Ormai dagli anni Ottanta le TV, i giornali, le scuole bombardano generazioni con i consigli ripetuti fino alla nausea: non fare sesso senza protezione, non fare sesso con gli sconosciuti, in caso di più partner occasionali fare le analisi per vedere se si ha la malattia, attenzione all’ambiente in cui si fanno tatuaggi, attenzione alle donazioni di sangue (che siano sempre ben controllate) , usare sempre guanti e occhiali se si lavora in reparti infettivi… Se si ha già la malattia o si è a rischio possibile, usare i nuovi farmaci antiretrovirali che per lo meno bloccano il contagio ad altri. Per qualsiasi dubbio i centri di ascolto e di aiuto sono sparsi ovunque. Il problema di Milano però sono anche le grosse comunità di stranieri che non capiscono l’italiano e spesso vengono abbandonati a se stessi. Nessuno li consiglia e li informa e sono loro a passarsi il contagio più dei residenti. E’ su questo fronte che oggi deve continuare la battaglia.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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