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Malattie sul lavoro: quando il “furbetto” in realtà è solo “distratto”

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Non sempre sono truffatori. A volte capita che un medico fiscale si rechi a casa di un dipendente malato e non lo trovi, o lo incontri al supermercato che fa la spesa. Verrebbe subito da pensare ai soliti furbetti che tentano di prendere in giro lo Stato ma a volte è solo una stupida distrazione. Ovvero, la guarigione è avvenuta ma non lo si è comunicato per tempo agli uffici competenti.

Le guarigioni anticipate vanno comunicate

A volte capita che un’influenza -che dovrebbe durare 4 o 6 giorni- si risolva in 3 giorni appena nonostante il certificato indichi una settimana. Così come capita che un infortunio o le cure per un tumore siano meno debilitanti di quanto previsto in diagnosi e la persona può muoversi e uscire nonostante sia “in malattia”. Non c’è malafede in quei casi ma solo la dimenticanza di comunicare una modifica al certificato. “Obbligo di rettifica della prognosi in caso di variazioni rispetto al certificato di malattia” è però una delle regole imposte dall’INPS per avere i benefici lavorativi anche se una malattia si risolve prima del tempo, l’importante è comunicarlo SEMPRE.

Informare INPS e datore di lavoro

Sia l’INPS che i datori di lavoro, infatti, ricevendo il certificato per una qualsiasi malattia avviano le pratiche per  il riconoscimento della prestazione previdenziale, senza bisogno di una specifica domanda. Se il dipendente guarisce prima del tempo ma non lo comunica può sembrare che il certificato precedente sia stato un falso o che sia stato fatto in modo scorretto.  In teoria occorre anche comunicare quegli spostamenti necessari (visita ambulatoriale, visita al pronto soccorso) in modo che il medico fiscale sappia il motivo per cui la persona non è in casa quando lui arriva. Di norma va lasciato un indirizzo (quello del medico di famiglia ad esempio) presso cui si suppone sia la persona malata, andata a farsi dare le ricette. Insomma, basta una semplice e banale comunicazione per evitare di passar guai e di sentirsi additare come persone di malafede!

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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