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Per evitare l’ictus… attenti al cuore

Che c’entra l’ictus con il cuore? Avviene nei vasi che portano il sangue al cervello, non ha a che fare con il torace … no, almeno in apparenza. Ma l’ictus, come sappiamo bene,  è un’ostruzione delle arterie che garantiscono il corretto flusso di sangue in testa causata da grumi di sangue indurito. Il sangue di solito scorre, non si “indurisce”, a meno che qualcosa non funzioni per il verso giusto e il pompaggio avvenga troppo lentamente. A quel punto il sangue ristagna e diventa grumo. Ecco che c’entra il cuore.

La fibrillazione atriale e l’ictus

Il pompaggio lento del sangue si manifesta quando si soffre di certi disturbi cardiaci, il più diffuso di tutti la fibrillazione atriale. La fibrillazione atriale è una anomalia cardiaca che porta il cuore a battere in modo irregolare, a volte accelerando a volte rallentando troppo. Le persone che vi soffrono se ne accorgono perché aumenta la stanchezza e possono avere svenimenti improvvisi. La fibrillazione di per sé non uccide, ma può diventare letale perché porta appunto a complicazioni come l’ictus.

Le soluzioni ci sono

Si può e si deve risolvere, normalmente si va sul sicuro con l’impianto -ormai facile e indolore- di un pace-maker che aiuti il cuore a regolare il ritmo in modo costante evitando il coagulo del sangue. Oltre a ciò si può seguire una terapia farmacologica a base di anticoagulanti. In questo modo si scongiura l’ictus in almeno il 30% dei casi … sebbene poi, al di là della fibrillazione, esistano altre cause che portano all’interruzione delle arterie cerebrali (ipertensione, l’obesità, il fumo, l’ipercolesterolemia, il diabete).  Il controllo costante da un medico di fiducia è la mossa migliore per sentirsi sicuri, e uno stile di vita attento alla salute (attento anche ai sintomi sospetti) è l’altra mossa vincente.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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