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Niente vaccini, niente scuola. Presidi tenuti a denunciare

E adesso è legge. I vaccini entrano di prepotenza nella vita degli italiani, che li ignoravano ormai da troppi anni, e si impongono per il bene dei bambini ma anche dell’intero Paese. Basta infatti un solo malato per diffondere certe malattie a macchia d’olio (pensiamo al morbillo, ma anche alle epatiti). Da oggi tutti i minori avranno l’obbligo di vaccinazione se vogliono cominciare un cammino scolastico dall’asilo in poi. Con formule e regole diverse in base all’età.

Le nuove regole sui vaccini

Saranno obbligatori i vaccini contro: difterite, tetano, epatite, poliomielite; saranno raccomandati fortemente quelli contro: malattie esantematiche, pneumococco, meningococco.  Entro il primo anno di vita si devono fare tutti i vaccini tranne meningococco, morbillo, rosolia, parotite (con tre richiami in tutto), che si faranno invece dal 13° mese di vita con richiami al 6° anno di età . L’obbligo di tutto questo nasce dal dover gestire a livello nazionale un problema sanitario che finora ogni regione gestiva a modo suo, in tal modo si è messa al sicuro tutta la nazione. Anche i vaccini “raccomandati” saranno obbligo per i bambini in età scolare e sono previste sanzioni anche fino a 7.000 euro per chi sgarra. 

I presidi possono denunciare

La ripresa di una malattia come il morbillo è preoccupante, in quanto può avere conseguenze molto gravi anche in età adulta e negli adulti che la contraggono può essere pure mortale. Stesso discorso per la meningite, la difterite e altre malattie contagiose che proprio tra i bambini trovano campo fertile di diffusione. “Il governo doveva dare un indirizzo comune in questa materia” dice il premier Gentiloni che ringrazia il grande lavoro fatto non solo dal ministro della Salute, Lorenzin, ma anche dal ministro Fedeli e dalla sottosegretaria Boschi. Inevitabili le polemiche, soprattutto sulla parte che invita i presidi delle scuole a denunciare le famiglie che non vaccinano i figli e a non accettare i piccoli in aula. Una imposizione che sembra “dittatoriale” ma che è necessaria per combattere l’ignoranza.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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